Coltellate a San Giustino, presi 7 minori «C’era sangue per terra e sui loro volti»

28 Agosto 2023

Indagati alcuni responsabili: 4 erano in fuga sul bus. Una vendita su Facebook potrebbe essere il pretesto dell’incontro Il racconto dell’autista della Panoramica che ha lanciato l’allarme: «I passeggeri non volevano scendere per la paura»

CHIETI. Un fazzoletto sporco di sangue e, ancora, gocce di sangue sul pavimento dei portici di palazzo Mezzanotte a piazza San Giustino. È ciò che rimane della maxi rissa scoppiata tra ragazzini sabato pomeriggio nel centro storico teatino. Sono volati spintoni, pugni, colpi con una mazza da baseball e, infine, un 16enne è stato accoltellato al torace. E poi la fuga sul bus in direzione Pescara. Sono stati già identificati dalla polizia sette minori coinvolti nella rissa, tra cui anche l’accoltellatore. Quattro di loro sono stati fermati proprio sull’autobus Chieti-Pescara mentre cercavano di scappare. E tra gli indagati ci sono anche delle ragazze. Ore contante per gli altri responsabili: i poliziotti stanno controllando anche le telecamere della zona per identificarli.
L’APPUNTAMENTOLa rissa potrebbe essere scoppiata dopo un appuntamento organizzato tra i due gruppi di giovanissimi per acquistare un oggetto messo in vendita da uno di loro su Facebook. Una sorta di “trappola” perché alcuni ragazzini, tutti di età compresa tra i 14 e i 17 anni, non si sono presentanti a mani vuote. Dopo un diverbio acceso, è spuntata una mazza da baseball in legno e alcuni coltelli. Circa una quindicina i giovanissimi coinvolti, alcuni di loro residenti tra Chieti, Ortona e Francavilla. Non è escluso che tra i ragazzi ci possano essere stati alcuni screzi in precedenza.
L’ACCOLTELLAMENTODopo gli insulti, urla e botte si è passati al sangue. Un giovane ha tirato fuori un coltello e ha sferrato un colpo al torace, a pochi centimetri dal polmone, sul 16enne. E da lì le gocce di sangue che ancora oggi sono rimaste sul pavimento dei portici del palazzo di giustizia e di palazzo Mezzanotte. Qui c’è ancora un fazzoletto pieno di sangue, probabilmente usato dal 16enne per bloccare la ferita. Sporchi di sangue anche i gradoni degli archetti e il pavimento, sul muro anche alcune impronte di sangue. Il ferito è stato portato al pronto soccorso del policlinico e le sue condizioni non sono risultate gravi, ma i medici hanno preferito il ricovero per precauzione e la prognosi è di trenta giorni.
LA TESTIMONIANZAL’acceso scontro ha scosso la tranquillità di piazza San Giustino. L’incontro tra le due fazioni sembra esserci stato già dalle 16.25, orario di partenza dell’autobus della linea 7 guidato quel pomeriggio da Simone Toracchio. Alle 16.55, al rientro del bus, l’autista della Panoramica ha lanciato l’allarme alle forze dell’ordine vedendo i ragazzi sporchi di sangue sul viso e sulle maglie. «A 36 anni non ho mai visto una cosa del genere», dice sconvolto Toracchio, «sono partito con il bus per la corsa delle 16.25 e una decina di ragazzi era già lì che discuteva. Al ritorno al capolinea, alle 16.55, i ragazzi erano raddoppiati ed era in corso la rissa all’angolo tra il tribunale e la piazza». Spaventanti anche i passeggeri a bordo che hanno chiesto all’autista di non aprire le porte del bus. «Subito», prosegue Toracchio, «ho chiamato le forze dell’ordine che sono intervenute all’istante. Avevo anche pensato di scendere per fermarli, ma mi avrebbero pestato perché erano inferociti. Erano circa venti ragazzi che si azzuffavano con una violenza inaudita», continua il racconto l’autista, «un ragazzo con un cappello aveva un coltello in mano e minacciava un gruppo, un altro aveva una mazza di legno. Quattro di loro si azzuffavano con violenza, a occhio sembravano tutti minori. C’era sangue per terra. Delle ragazze cercavano di placare la situazione. Alcune, impaurite, sono scappate via e altri sono saliti sul bus». E proprio quattro di loro che hanno scelto di fuggire con il pullman sono stati bloccati e identificati poco dopo dai poliziotti della squadra volante. La rissa ha turbato la tranquillità della piazza deserta. «C’era una calca di giovani», racconta Claudia Cipollari del negozio di abbigliamento all’angolo della chiesa, «ho sentito le grida e poi le sirene». E ora la squadra mobile sta chiudendo il cerchio dei baby violenti.
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