Coltellate alla cena, inflitti 4 anni e 9 mesi

Lite in casa per un debito da pochi euro, 54enne responsabile di tentato omicidio: assolti i due amici
CHIETI. Quattro anni e nove mesi di carcere per una cena tra amici finita a coltellate. È la condanna inflitta ad Anna Maria Marinelli, 54 anni di Chieti, accusata di tentato omicidio aggravato e porto abusivo di armi all’apice di una lite scoppiata a Chieti il 12 marzo del 2018, in una casa del quartiere Sant’Anna, per un debito di 50 euro. Due amici della donna, invece, sono stati assolti perché il fatto non sussiste dai reati di omissione di soccorso e favoreggiamento personale: si tratta di Antonio D’Ingiullo, 60 anni di Chieti, e Mauro Noè (38) di San Salvo, assistiti dall’avvocato Emanuele Iezzi. Il pubblico ministero Marika Ponziani aveva chiesto per Marinelli 7 anni e 6 mesi di reclusione e, per gli altri imputati, un anno e 6 mesi ciascuno. La 54enne è stata inoltre condannata dal collegio del tribunale presieduto da Guido Campli (giudici a latere Andrea Di Berardino e Chiara Di Gerio) a risarcire i danni alla parte civile, Massimo Spadaccini, 57 anni, a cui dovrà versare a titolo di provvisionale 11mila euro. Il difensore della donna, l’avvocato Roberto D’Ettorre, presenterà ricorso in appello per chiedere di derubricare il reato in lesioni personali.
Era un martedì di fine inverno quando un gruppo di amici, composto da quattro uomini e Marinelli, si è incontrato in un appartamento al civico 121 di via Padre Valignani. Hanno iniziato a bere vino e a mangiare salumi. Anna Maria, già conosciuta alle forze dell’ordine, aveva con sé un coltello a serramanico con la lama di dieci centimetri. Gli investigatori ipotizzano che fosse partita con l’intenzione di vendicarsi. Fatto sta che tra Marinelli e uno dei partecipanti alla cena, Ettore Legnini, è scoppiata una lite per un favore mai ripagato. Tutto ruotava intorno a una richiesta di aiuto dell’uomo rimasto senza casa: per tentare di avere un alloggio popolare, Legnini avrebbe chiesto in passato alla Marinelli di firmare una scrittura privata in cui si diceva che saltuariamente era stato ospite a casa della donna in quanto senza fissa dimora. E, in cambio di questo favore, lui le avrebbe dato i 50 euro. Di certo, la donna e Legnini si sono cominciati a rincorrere intorno al tavolo. Poi è spuntato il coltello ed è intervenuto Spadaccini. Ma quel tentativo di rimettere pace è fallito: Marinelli lo ha colpito al ventre una, due, tre volte. La donna è stata quindi arrestata dai carabinieri del maggiore Massimo Capobianco e della tenente Maria Di Lena.
A distanza di un anno e nove mesi dall’aggressione, Marinelli è ancora rinchiusa nella casa circondariale di Chieti. Il suo difensore ha chiesto la scarcerazione: il tribunale si esprimerà entro 5 giorni. (g.let.)
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