Coltellate dopo la lite al bar: un arresto

18 Marzo 2018

Meccanico colpito da 5 fendenti: ha raccontato di essersi fatto male al lavoro. Dalle ferite profonde la svolta alle indagini

CASOLI. Cinque coltellate per un banale litigio al bar. Un fendente, al torace, che si ferma a pochi centimetri dal cuore. E la scelta, per paura di quell’uomo violento e senza freni, di non denunciare quanto accaduto. Ma la gravità delle ferite ha parlato al posto suo e, a un mese dall’aggressione, è scattato un arresto per tentato omicidio. I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lanciano, insieme ai colleghi della stazione di Casoli, venerdì pomeriggio hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip del tribunale di Lanciano Massimo Canosa, nei confronti di Buljan Hakani, 30enne albanese domiciliato a Casoli e già noto alle forze dell’ordine per altri reati.
Il fatto risale alla sera del 13 febbraio scorso. Un meccanico albanese, A.C., 34 anni, residente anch’egli a Casoli, in piena notte si è presentato, ferito, al Punto di primo intervento di Casoli. Ai medici l’uomo ha raccontato di essere caduto accidentalmente mentre stava effettuando alcuni lavori nella sua officina e rovinando violentemente su alcuni parti meccaniche in metallo che erano sul pavimento. Un racconto ritenuto, però, incompatibile con le ferite riportate dal 34enne, che apparivano troppo profonde. Mentre questi veniva trasferito all’ospedale di Chieti e ricoverato con prognosi da valutare, il personale sanitario allertava i carabinieri. I primi accertamenti sono stati condotti dai militari del Nucleo radiomobile, agli ordini del tenente Massimo Canale. A.C. presentava ferite da arma da taglio, precisamente due al torace, una al braccio e due alle gambe. I medici, in particolare, hanno accertato che uno dei fendenti al torace era molto profondo, tanto che avrebbe anche potuto provocare la morte del meccanico. Ma la lama, fortunatamente, si era fermata a pochi centimetri dal cuore. Le indagini, meticolose, dei carabinieri hanno permesso di ricostruire la vicenda. La notte del 13 febbraio A.C. ha avuto un litigio con Hakani in un bar di Casoli. Alla base motivi banali, pare un mancato saluto, probabilmente aggravati dall’uso di alcol. Ma, all’esterno del locale, Hakani ha tirato fuori un coltello e ha colpito il connazionale. «Un’aggressione violenta e selvaggia», annota il capitano Vincenzo Orlando, «che avrebbe anche potuto provocargli la morte». La gravità del fatto e l’indole delinquenziale del 30enne -«fortemente percepita dall’aggredito», sottolineano i carabinieri, tanto da fargli omettere, inizialmente, di denunciare i fatti- hanno portato il gip Canosa ad emettere la misura cautelare del carcere. Buljan Hakani è ora rinchiuso nel carcere di Lanciano, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.
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