Coltellate in piazza San Giustino: locali in centro vietati a 14 giovani

13 Ottobre 2023

Il provvedimento nei confronti di chi ha partecipato alla rissa del 26 agosto: coinvolte alcune ragazze Le pugnalate sferrate a un 16enne in pieno petto dopo la discussione per una sigaretta elettronica

CHIETI. Non potranno più mettere piede nei locali del centro di Chieti. Tanto per essere chiari: niente colazione al bar, pranzo al ristorante, pizzetta alla Trinità o birra al pub. Sono 14 i giovani sottoposti al Daspo “Willy” dal questore Francesco De Cicco: il divieto di accedere agli esercizi pubblici è scattato nei confronti di tutti quei ragazzi, di età compresa tra 14 e 18 anni, che hanno partecipato (a vario titolo) alla maxi rissa con accoltellamento scoppiata lo scorso 26 agosto in piazza San Giustino, nel cuore della città.
IL PROVVEDIMENTO
Dopo essere stati identificati e denunciati dagli agenti di volante e squadra mobile, i minorenni in questione – ci sono anche alcune ragazze – hanno ricevuto la misura a conclusione dell’attività portata avanti dalla Divisione polizia anticrimine. La durata dei Daspo “Willy” – che prendono il nome dal giovane cuoco di origine capoverdiana ucciso a Colleferro il 6 settembre 2020 – oscilla da un minimo di sei mesi a un massimo di due anni, a seconda del grado di coinvolgimento nel gravissimo episodio di violenza, avvenuto in pieno giorno, che ha provocato un particolare senso di insicurezza tra la cittadinanza. Ai 14 destinatari del provvedimento – residenti tra Chieti, Ortona, Francavilla e Pescara – è vietato anche solo sostare nelle immediate vicinanze dei locali.
LA RICOSTRUZIONE
Per riepilogare la vicenda, bisogna tornare indietro a quel sabato pomeriggio d’estate. Due gruppi di giovani si danno appuntamento sotto la cattedrale, accanto al palazzo di giustizia. Il motivo? Uno dei ragazzi vuole tornare in possesso, dietro pagamento, di una sigaretta elettronica che gli è stata sottratta in precedenza. Al rifiuto di consegnare il denaro, però, l’incontro degenera e si scatena il putiferio. Spuntano anche lame e mazze da baseball. Uno dei violenti tira fuori il coltello e colpisce al petto un sedicenne. Sono minuti di grande tensione. Sotto i portici del tribunale e di palazzo Mezzanotte restano gocce di sangue.
LA TESTIMONIANZA
A lanciare l’allarme è un autista della Panoramica quando nota quei ragazzi picchiarsi senza pietà: «In 36 anni», racconterà, «non ho mai visto una cosa del genere. Sono partito con il bus per la corsa delle 16.25 e una decina di ragazzi era già lì che discuteva. Al ritorno al capolinea di largo Cavallerizza, alle 16.55, i giovani erano raddoppiati ed era in corso la rissa all’angolo tra il tribunale e la piazza». E ancora: «I passeggeri erano terrorizzati: mi hanno chiesto di non aprire le porte. Ho chiamato le forze dell’ordine che sono intervenute all’istante. Avevo anche pensato di scendere per fermare quei ragazzi, ma mi avrebbero pestato perché erano inferociti. Si azzuffavano con una violenza inaudita. Un ragazzo con un cappello aveva un coltello in mano e minacciava un gruppo, un altro aveva una mazza di legno. A occhio sembravano tutti minori».
IL RICOVERO E LA FUGA
Fatto sta che il ferito viene accompagnato all’ospedale Santissima Annunziata, dove i medici lo ricoverano e gli diagnosticano ferite guaribili in un mese: è autentica fortuna se la pugnalata non ha raggiunto un polmone. Nel frattempo, due ragazze e altrettanti ragazzi che hanno dato vita alla zuffa si allontanano in direzione Pescara salendo sull’autobus di linea della Tua. I poliziotti intercettano il mezzo, bloccano il quartetto e sequestrano il coltello a serramanico con la lama lunga dieci centimetri. Scattano le denunce per rissa, lesioni personali pluriaggravate, porto abusivo di arma da taglio e tentata estorsione.
I COMMENTI
«La piazza di una città», interviene il sindaco Diego Ferrara, «è di tutti e deve essere un luogo di aggregazione e socializzazione, non uno scenario del violento di turno». Il prefetto Mario Della Cioppa affronta il tema della violenza giovanile in un comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il resto è storia recente: le testimonianze raccolte dagli investigatori, tutti i partecipanti della rissa denunciati, il pugno duro del questore.
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