Cometa, scatta lo sciopero per gli stipendi non pagati

CASOLI. E’ sciopero a oltranza da martedì scorso alla Cometa, azienda di subfornitura per motocicli, quad, motoslitte, seadoo (moto d'acqua), piccoli aerei, supercar e treni che lavora per aziende...
CASOLI. E’ sciopero a oltranza da martedì scorso alla Cometa, azienda di subfornitura per motocicli, quad, motoslitte, seadoo (moto d'acqua), piccoli aerei, supercar e treni che lavora per aziende come Honda, Brp, Piaggio, Ktm. Lo sciopero è stato indetto dalla Uilm Uil Chieti-Pescara a seguito di una crisi senza precedenti nell’azienda dell’indotto della Val di Sangro.
Ieri pomeriggio nella sede di Confindustria di Mozzagrogna si è tenuto un incontro tra la segreteria Uilm, la direzione aziendale, rappresentata da Pietro Rosica (anche presidente regionale del comitato piccola industria in Confindustria) e dal commercialista, Camillo Catana Vallemani, il commissario dell’azienda, Francesca Elisio e la rsu.
Sul tavolo di discussione la crisi che ha investito la Cometa, che occupa a Casoli 55 dipendenti, e che nel 2015 ha cominciato ad avere pesanti problemi di liquidità a cui sono seguiti ritardi nel pagamento degli stipendi, oltre tre mesi di mensilità non corrisposte.
A fine 2015 l’azienda non aveva soldi per mandare avanti l’attività. Anche la Honda, in via del tutto eccezionale, era intervenuta per pagare le retribuzioni arretrate pur di proseguire la produzione.
A questi sforzi tuttavia è seguita la richiesta dell'azienda, lo scorso 19 febbraio, del concordato preventivo, una procedura concorsuale prevista dalla legge fallimentare, grazie alla quale l'imprenditore, per evitare il fallimento, cerca di trovare un accordo con i creditori. Di qui la protesta dei 55 lavoratori ch che chiedono, oltre al pagamento delle mensilità arretrate, anche l'apertura della procedura di mobilità, il pagamento di alcune cessioni del quinto e del Tfr, accantonato, per alcuni di loro dal 2014. Lo sciopero proseguirà fino a quando non si avranno risposte certe.
«Dove non è intervenuta l’azienda» commenta il segretario Uilm-Uil Chieti Pescara, Nicola Manzi «è intervenuta la Uilm per dare ai lavoratori risposte chiare e concrete in questi mesi di estrema difficoltà. Queste persone stanno vivendo un dramma economico e sociale data anche l’incertezza sul loro futuro lavorativo. Seguiamo con la massima attenzione questa vicenda che rappresenta l’ennesima sconfitta per il territorio e per un indotto che, gestito con un vecchio modo di fare industria, non è riuscito a rigenerarsi e a stare sul mercato dopo la crisi di Honda Italia». (d.d.l.)

