Comitato contro l’elettrodotto

29 Ottobre 2014

Fara, cittadini in assemblea contestano il progetto Villanova-Gissi: «L’11 novembre tutti in Regione»

FARA FILIORUM PETRI. Il popolo contro l’elettrodotto Villanova-Gissi è pronto a opporsi con tutti i mezzi legali alla grande opera di Terna e Abruzzo energia. A prometterlo sono stati l’altro ieri in oltre cento al Palafara, dove il comitato spontaneo della Val di Foro ha chiamato a raccolta cittadini e amministrazioni comunali per studiare una strategia contro la via di trasporto dell’energia elettrica lungo la catena collinare tra mare e montagna.

A tenere banco non è stato soltanto il tema dell’inquinamento elettromagnetico, un rischio cui secondo alcuni studi indipendenti sarebbe esposto chi abita o lavora nelle vicinanze dei cavi a 380mila volt. «Ci sono problemi, e anche gravi», spiega Mirella Di Rosa, che insieme a Mariapaola Di Sebastiano ha organizzato l’assemblea, «che partono dalle procedure di occupazione dei suoli privati, che per esempio prevedono indennizzi risibili come nel mio caso, appena 4.000 euro per ettaro. Si tratta di cifre», racconta, «che chiudono sbrigativamente una pratica da cui un terreno esce svalutato fino a zero, risultando invendibile anche solo per scopi agricoli». Dal consorzio che ha in appalto i lavori sono partite notifiche che mettono i destinatari di fronte al fatto compiuto, secondo il comitato. «Il mio caso lo riferisco perché emblematico», annota Di Rosa, «si tratta di una grande estensione sulla quale è prevista la costruzione di due tralicci, uno per linea. Di fatto non potrò mai più costruire sul mio terreno in quanto la legge esclude l’edificabilità su suoli attraversati dagli elettrodotti. Stiamo cercando di riunire i proprietari dei terreni interessati dal percorso per più azioni legali, visto che la legge contraddice lo stesso Codice civile nella parte in cui recita che la proprietà non può essere limitata nel godimento dei relativi diritti».

Il comitato costituito tra i centri del comprensorio ha chiamato due esperti di lotta all’elettrodotto. Antonella La Morgia del Cast (Comitato ambiente, salute e territorio), che ha assicurato «la presenza critica, in rappresentanza di tutti i cittadini dei centri toccati dall’elettrodotto, all’incontro in Regione spostato all’11 di novembre». Antonio Di Pasquale, tecnico che fin dalla progettazione dell’opera ha cercato di vedere chiaro sugli effetti che avrebbe avuto, ha rimarcato «la svalutazione delle proprietà lungo l’intero tracciato, un elemento che verrà fuori l’11 ma sarà ormai troppo tardi, visto che le procedure di occupazione dei suoli saranno a quel punto già cominciate».

Francesco Blasi

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