Commemorato Petrini, scoprì il bitume

20 Luglio 2021

Chieti. Cerimonia davanti alla tomba: trovò i giacimenti sul versante pescarese della Maiella

CHIETI. A lui si deve la scoperta dei giacimenti di bitume nel versante pescarese della Maiella, che servirono ad asfaltare le prime strade, nel senso moderno del termine. Patriota e capitano d’industria tra 800 e 900, di Silvestro Petrini, nato nel 1812 e morto nel 1912, si erano perse le tracce. Fino a quando il Graim (Gruppo di ricerca di archeologia industriale della Maiella) e lo Speleo Club Chieti hanno ritrovato la sua tomba nel cimitero monumentale di Sant’Anna: una piccola croce anonima piantata a terra, dimenticata da circa un secolo. Domenica scorsa, alla presenza del sindaco Diego Ferrara, c’è stata una cerimonia per commemorare il geniale imprenditore, finito in disgrazia in vita (passò anche anni in carcere, contrario al regime borbonico) e morto in povertà. Le cronache del tempo narrano, però, che ebbe un funerale con “carro funebre di prima classe”, tributo all’ingegno che ne fece un precursore della rivoluzione industriale. «Un evento per alcuni versi emozionante», riferisce Ferrara, «perché ci ha dato modo di conoscere la particolare storia di questo concittadino morto a 100 anni, dopo essere stato nelle carceri borboniche per non aver condiviso la politica di Ferdinando II. Come imprenditore fu una vera rivelazione e un grande tecnico, perché nel 1844, scoprì i giacimenti bituminosi delle contrade di Manoppello e San Valentino e coltivò questi rinvenimenti, edificando uno stabilimento per promuoverne l'impiego. Pare sia stato il primo a utilizzare il bitume per gli asfalti a Napoli. Tuttavia morì in povertà, ma il Comune di Chieti gli tributò un saluto con i sommi onori, provvedendo anche alla sua tomba, che ora abbiamo riscoperto». (a.i.)
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