Commercio in crisi, gli esperti a confronto

16 Novembre 2022

Le associazioni di categoria studiano il piano di rilancio per le attività del territorio: ecco le linee guida

CHIETI. Le associazioni di categoria si confrontano sulla crisi economica che ha travolto le attività commerciali di Chieti e non solo.
Si è svolta ieri mattina, nella sala giunta della Provincia di Chieti, la conferenza stampa congiunta di Confcommercio Chieti, Confartigianato Chieti-L’Aquila, Uni.Pmi, Casartigiani Chieti, Confimi Industria Abruzzo, Più Servizi Abruzzo, Legacoop Abruzzo e Agci Abruzzo.
Le associazioni si sono confrontate e hanno analizzato la situazione socio-economica del territorio e le notevoli problematiche manifestate dalle imprese associate. L’obiettivo è elaborare una piattaforma programmatica comune per definire una concreta strategia di ripresa economica. «In uno scenario come quello che viviamo», ha esordito Fabio Travaglini, esponente dell’associazione generale delle cooperative italiane per l’Abruzzo), «è fondamentale che le associazioni di categoria, e con esse la Camera di commercio, che rappresenta il naturale interlocutore delle imprese del territorio, ritrovino la capacità di lavorare in squadra e superare personalismi e divisioni».
La presidente di Confcommercio Chieti, Marisa Tiberio, nel sottolineare le grandi difficoltà quotidiane che vivono le imprese e le attività di tutti i settori, ha ribadito la necessità di individuare, con urgenza, un programma di azioni concrete per il rilancio dell’economia del territorio. È dello stesso parere Mario Miccoli, che nel suo intervento ha sottolineato che proprio l’assenza di progettualità ha portato alla chiusura dell’Aspo, l’azienda speciale per i porti di Ortona e Vasto, proprio in un momento di grande sviluppo del settore logistica grazie ai fondi europei Pnrr.
Hanno ribadito sostegno al progetto Emanuela Tosto (Confimi Industria Abruzzo), Fabrizio Bomba, (Confartigianto Chieti) e Gennaro Settevendemmie (Lega Coop Abruzzo). Secondo le associazioni di categoria, in questa fase così delicata c’è bisogno di ritrovare una “leadership collettiva” autorevole, che abbia la capacità di intercettare nuove opportunità e trasformarle in occasioni di miglioramento per le imprese e il territorio.