Commercio, la morsa della crisi: chiusure con numeri da Covid

Cessazioni di attività come ai tempi della pandemia: nel 2023 in 37 hanno abbassato le saracinesche Giardino (Confesercenti): «Problemi generali, servono più servizi ma anche noi dobbiamo fare di più»
LANCIANO. Commercio sempre più in crisi in città. In periferia e in vie centralissime, come ad esempio corso Roma, un tempo arteria commerciale dell’antica città delle fiere e dei mercati, sono decine le serrande abbassate e i cartelli vendesi o affittasi. Complice la grande distribuzione, il commercio on line e la stagnazione economica degli ultimi anni, i titolari dei negozi cittadini arrancano in tutte le tipologie merceologiche. E la situazione peggiora di anno in anno.
Secondo un’analisi generica dell’ufficio commercio del Comune i numeri delle cessazioni di attività sono tornati a quelli della pandemia: nel 2020 ci sono state 38 cessazioni di negozi cosiddetti di vicinato e nel 2023 ben 37. Si salvano solo i locali di somministrazione di cibo e bevande, ma la crisi è generale e interessa tutto il Paese, da nord a sud. Secondo uno studio nazionale di Confesercenti nei primi tre mesi del 2024 sono spariti più di quattro negozi l’ora.
«La situazione è molto preoccupante», riferisce Fabrizio Giardino, presidente di Confesercenti Lanciano, «in tutta la penisola sono sempre più le consegne a domicilio e sempre meno i negozi aperti. Lanciano poi ha perso di attrazione rispetto agli anni passati e questo anche per colpa di noi commercianti. Si è visto ad esempio che quando ci sono manifestazioni organizzate da privati, come le finali nazionali giovanili under 17 della Federvolley, qualche movimento si è notato e non solo per le categorie del food and beverage. Ma Lanciano sconta la grossa concorrenza della costa in estate. Senza eventi di richiamo non tratteniamo il flusso turistico che di giorno frequenta la costa e non c’è programmazione a lungo termine». Giardino non risparmia nemmeno gli operatori di settore: «Non ci si può sempre lamentare se si sta chiusi, o addirittura con le vetrine spente, mentre sono in corso eventi unici di richiamo di migliaia di persone come il Mastrogiurato, non si può pretendere che le cose vadano bene. Da anni propongo l’orario lungo, almeno d’estate, di aprire più tardi e di chiudere alle 22 e di restare aperti la domenica, ma senza successo. Manca anche la ricerca, l’aggiornamento continuo sulle strategie di marketing e, non ultimo, manca l’informazione. Dove si acquistano biglietti da Lanciano per andare sulla costa? Dove sono i cartelli che segnalano le linee per il mare o anche solo le aree parcheggio? E gli abbonamenti per i posti auto per chi lavora o è residente in centro? Attrarre turisti o clienti è anche questo».
«Abbiamo organizzato più volte eventi di richiamo, come ad esempio la Notte dei saldi, dove però si sono viste la quasi totalità delle attività chiuse», interviene l’assessore al Commercio, Maria Ida Troilo, «anche sulle aree mercatali, dove ci siamo impegnati tanto per la sperimentazione del food, la risposta è stata tiepida. Ci servirebbe una più ampia collaborazione, il Comune celere sulle autorizzazioni, ma i commercianti bravi a vendere e ad attirare clienti. Avverto che faremo un incontro il prossimo 27 giugno alle 16 nella Casa di conversazione, aperto a tutti gli operatori. Discuteremo di mercato coperto e attività commerciali, invito caldamente a partecipare con presenze numerose».
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