Compito copiato, perde il posto

Paglieta, il Comune sospende il rapporto di lavoro con la vigilessa e applica la nuova graduatoria
PAGLIETA. Perderà il suo posto di lavoro dal 1° giugno la vigilessa che, secondo le sentenze del Tar prima e del Consiglio di Stato poi, aveva copiato al concorso bandito dal Comune per la copertura di due posti di agente di polizia municipale. La giunta comunale, dopo un’attenta valutazione sotto il profilo legale, nei giorni scorsi ha dato seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che rigettava l’appello della vigilessa e ha emesso due delibere in merito alla questione. In una, in sostanza, viene sospeso il rapporto di lavoro della dipendente comunale il cui contratto perderà di efficacia dal 1° giugno. Nella seconda delibera viene invece riformulata la graduatoria degli ammessi al posto di agente di polizia locale senza il nome e il punteggio della vigilessa attualmente in servizio. Per effetto della nuova graduatoria ad occupare il posto della donna sarà proprio la persona che aveva fatto ricorso che, di fatto, entrerà in servizio lo stesso giorno in cui il contratto della vigilessa perderà di efficacia.
IL CONCORSO. Nel 2012 il Comune di Paglieta bandì il concorso pubblico per la copertura di due posti da agenti di polizia locale a tempo indeterminato. Il bando aveva attirato un esercito di concorrenti e di domande di partecipazione arrivate da tutta Italia. Per svolgere la prova scritta, nell’autunno del 2012, era stato necessario l’utilizzo di un padiglione della Fiera di Lanciano per ospitare ben 243 vigili sui 454 previsti a seguito delle domande pervenute in Comune.
IL RICORSO. Uno dei candidati che aveva superato la prova, ma che, per questioni di punteggio, non aveva potuto ambire al posto di lavoro, aveva presentato ricorso al Tar dopo aver fatto una richiesta di accesso agli atti e verificato, con l’aiuto del motore di ricerca Google, che digitando le prime parole del testo elaborato dalla vigilessa, la prova risultava copiata per il 97% ad un testo reperito su Internet. Il Tribunale amministrativo (Tar) di Pescara ha quindi ritenuto che la documentazione apportata dal ricorrente fosse sufficiente e che l’elaborato dell’allora candidata fosse riconducibile a due articoli di dottrina, ritrovati su Internet. A dar torto alla donna, che aveva a sua volta presentato ricorso contro la sentenza del Tar, è stato infine anche il Consiglio di Stato.
LA RICHIESTA DI RISARCIMENTO. Nel ricorso effettuato dal concorrente si specificava che, oltre all’annullamento degli atti che hanno permesso la stipula del contratto di lavoro tra il Comune e la vigilessa, era contemplata anche la condanna dell’amministrazione comunale al risarcimento del danno subito dal ricorrente per effetto del presunto esercizio illegittimo dell’attività amministrativa, nonché l’obbligo di stipulare il contratto di lavoro con la parte ricorrente. «Al momento non ci sono richieste di risarcimento danni», chiarisce il sindaco di Paglieta, Nicola Scaricaciottoli, « e non credo ce ne saranno. Il 1° giugno ci sarà semplicemente un avvicendamento tra l’attuale vigilessa e il candidato ricorrente che ha superato il concorso. Si tratta di una vicenda sgradevole, anche sotto il profilo umano, ma ci siamo limitati a rispettare la legge».
Daria De Laurentiis
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