Compra un’auto a 18mila euro, ma è una truffa

4 Febbraio 2021

VILLAMAGNA . Compra un’auto usata al prezzo di 18mila euro, pensando che sia in ottime condizioni. E invece, a distanza di un paio di settimane, scopre che è incidentata e ha bisogno di una costosa...

VILLAMAGNA . Compra un’auto usata al prezzo di 18mila euro, pensando che sia in ottime condizioni. E invece, a distanza di un paio di settimane, scopre che è incidentata e ha bisogno di una costosa revisione straordinaria. È la disavventura capitata a un uomo di 42 anni, che ha presentato una querela ai carabinieri di Villamagna. I successivi accertamenti dei militari dell’Arma hanno confermato l’illecito: il responsabile legale della concessionaria è stato denunciato alla procura di Chieti per i reati di truffa e frode in commercio.
È noto che quando si compra una macchina usata è necessaria una buona dose di attenzione, ma ciò che è accaduto alla vittima era difficile da prevedere. Tutto comincia qualche mese fa. Dopo aver fatto ricerche sui siti internet del settore, e alcuni giri nei concessionari vicini, l’uomo decide di acquistare un’autovettura straniera da un rivenditore della costa. Trova un’occasione. La macchina sembra ben messa, è di recente immatricolazione e ha all’attivo poco più di 80mila chilometri. L’affare si fa e l’uomo torna a casa con l’auto, ma dopo un paio di settimane è l’ora della revisione. In motorizzazione scopre l’amara verità. Il veicolo, prima dell’acquisto, aveva infatti subito un incidente talmente grave da causargli danni strutturali e, per questo, doveva essere sottoposto a revisione straordinaria, per verificarne la stabilità e la sicurezza, cosa che il concessionario non ha detto all’uomo. Il 42enne contatta il rivenditore per raggiungere un accordo transattivo. Si rende disponibile anche alla sostituzione del veicolo, ma l’azienda non vuole sentire ragioni. Neanche nel momento in cui una perizia affidata dal cliente conferma la gravità dei danni subiti dall’automobile che, peraltro, è stata riparata più volte. Così l’infuriato acquirente decide di raccontare tutto ai carabinieri di Villamagna, che dipendono dalla compagnia di Chieti guidata dal maggiore Massimo Capobianco. E le accuse, dopo le indagini, si dimostrano tutte fondate. (g.let.)