Comune, 700 avvocati all’attacco: «Troppi incarichi ai non teatini»

4 Maggio 2023

Scoppia lo scontro sulla consulenza da 9.000 euro affidata a uno studio legale di Roma e Milano Il presidente dell’Ordine scrive al sindaco. Tatozzi: «Getta discredito sul nostro antico e nobile Foro» 

CHIETI. Stigmatizza una decisione che «getta discredito sull’intera classe forense teatina» e fa leva sulla «dignità e onorabilità» dei colleghi che, a suo dire, è stata «nuovamente lesa» dalla scelta del sindaco Diego Ferrara e della sua giunta di affidare un incarico esterno da 9.000 euro allo studio legale Brancadoro-Mirabile di Roma e Milano per supportare il Comune nel giudizio pendente in Corte dei conti sul piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Il presidente dell’Ordine degli avvocati, Goffredo Tatozzi, prende formalmente posizione «a tutela del prestigio del nostro antico e nobile Foro» contro la delibera approvata il 14 aprile scorso dall’esecutivo e si fa carico del malumore di 700 legali teatini che si sono sentiti scavalcati e messi da parte dall’amministrazione di centrosinistra.
Con il documento protocollato ieri mattina, Tatozzi dà seguito alla segnalazione presentata al consiglio dell’Ordine dall’avvocato Gianpaolo Lufrano all’indomani dell’affidamento diretto al prestigioso studio legale specializzato nella risoluzione di crisi aziendali che «assiste le maggiori realtà bancarie, societarie e amministrative e i primari gruppi italiani», come si legge sul sito internet. Il presidente dell’Ordine usa parole severe per bacchettare l’esecutivo e difendere le professionalità locali «in grado di affrontare e risolvere il pur complesso problema giuridico», dice. «I tanti avvocati teatini», si legge nel documento inviato a Ferrara, «si battono giornalmente, tra le tante difficoltà accentuate dal lungo periodo di pandemia, in difesa dei diritti dei cittadini, fornendo, in tutti gli ambiti della giurisdizione, un apporto costante di conoscenze e capacità, anche per la prestigiosa e continua attività di formazione ed aggiornamento svolta dall’Ordine, sicché la scelta dell’amministrazione, priva peraltro di un elenco di avvocati esterni, non è condivisibile e deve essere fermamente stigmatizzata». In un passaggio Tatozzi accenna anche all’assistenza legale di Teateservizi, la società interamente partecipata dal Comune, affidata a un legale pescarese, criticando poi la delibera, nella quale «manca qualsiasi valutazione delle professionalità degli avvocati del Foro di Chieti, a dimostrazione che la giunta non ha minimamente inteso effettuare alcuna verifica concreta, magari proprio con il supporto dell’Ordine, su professionisti teatini competenti in materia contabile». «Le ricordo», scrive Tatozzi rivolgendosi a Ferrara, «che l’Avvocatura teatina, in oltre un secolo di storia, ha sempre garantito lustro non solo alla professione forense, ma anche alla vita pubblica della nostra amata città attraverso l’opera di insigni giuristi, le cui capacità e competenza sono state sovente riconosciute ed ammirate anche in ambito nazionale».
Duro l’intervento della consigliera di Azione politica, Serena Pomplio, che punta il dito contro un altro «scippo alla città» a proposito delle nomine in seno all’Ops (la società pubblica che si occupa dei controlli delle caldaie) per ricoprire i ruoli di sindaco e supplente del collegio sindacale e cita anche la scelta di affidarsi a due avvocati pescaresi per una procedura dinanzi al giudice di pace. «Senza nulla togliere alle professionalità indiscusse dei tecnici nominati», dice Pompilio, «è possibile che il sindaco Ferrara non trovi mai corretto indicare professionisti che siano espressione della città? La perplessità sorge anche perché, a quanto consta, la nomina di procuratori fuori Foro non riguarda attività straordinaria come potrebbe essere quella di rappresentanza dell’ente sul piano di riequilibrio ma, addirittura, procedimenti bagatellari pendenti innanzi l’ufficio del giudice di pace di Chieti». «Mi domando ironicamente», conclude, «gli iscritti all’albo teatino non posseggono nemmeno le competenze specifiche e relative specializzazioni per rappresentare l’Ente nei procedimenti dinnanzi all’ufficio del giudice di pace cittadino?».
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