Comune, arriva il via libera per i 6 milioni alle imprese

25 Aprile 2020

Approvata la delibera durante la seduta online: «L’ente pagherà i debiti con i fornitori» I fondi dalla Cassa depositi e prestiti. L’opposizione: «Dubbi sulla scelta delle fatture»

CHIETI. Ossigeno per i creditori del Comune. Il consiglio comunale di ieri – per la seconda volta online – ha approvato la delibera che libera 6 milioni di euro per pagare i fornitori, soprattutto quelli con le fatture più vecchie. Come l’anno scorso, anche quest’anno l’amministrazione del sindaco Umberto Di Primio ha deciso di ricorrere all’anticipazione di liquidità attingendo alla Cassa depositi e prestiti, una misura pre-coronavirus concessa dal governo per andare incontro ai problemi di liquidità dei Comuni.
«I debiti che potranno essere pagati», ha spiegato l’assessore alle finanze Valentina Luise, «sono quelli, certi ed esigibili, sorti entro il 31 dicembre 2019. I 6 milioni dovranno essere restituiti entro il 30 dicembre prossimo, come è avvenuto per i 5 milioni dell’anno scorso. I criteri di pagamento sono quelli di privilegiare l’anzianità del credito e l’importo, vale a dire le fatture più vecchie e onerose. Tecnicamente non si tratta di indebitamento e infatti non c’è bisogno neanche di acquisire il parere dei revisori dei conti».
Ma sull’elenco delle ditte e dei professionisti da pagare è scoppiata la polemica. A dare fuoco alle polveri è stata la pregiudiziale del consigliere d’opposizione Luigi Febo (Chieti per Chieti) che chiedeva di rinviare la delibera, visto che l’elenco delle fatture da pagare, chiesto da giorni, è arrivato solo a consiglio comunale abbondantemente iniziato. L’opposizione ha sostenuto in blocco la pregiudiziale, ma la maggioranza (con la sola eccezione di Mario Troiano) l’ha bocciata. La discussione non si è comunque placata. Diversi consiglieri di minoranza – da Enrico Raimondi (Chieti. Da capo), a Ottavio Argenio (Movimento 5 Stelle), a Filippo Di Giovanni e Alessio Di Iorio (Pd), a Bruno Di Paolo (Giustizia sociale) e ad Alessandro Marzoli (Italia viva) – hanno espresso perplessità sempre sull’elenco dei pagamenti. Non solo perché arrivato in ritardo, ma anche sul rispetto dei criteri con cui sono state scelte le fatture da pagare.
A molti consiglieri d’opposizione non sembravano, infatti, essere stati rispettati i criteri di pagamento enunciati da Luise. «Nessuno ha scelto le fatture da pagare», ha sottolineato invece Di Primio ribattendo alle polemiche. A far infuriare il sindaco è stato anche lo spettro del dissesto economico e finanziario evocato da molti consiglieri. A tirare fuori l’argomento è stato il capogruppo di Forza Italia Marco D’Ingiullo, che ha deciso di annunciare il sì alla delibera con poche pesantissime parole: «Favorevole, se no si va in dissesto».