Comune, Formichetti è pronto a pedalare

Corsa al sindaco. Dalle due ruote alla politica: «Tutti mi cercano, anche Buracchio mi ha contattato»
CHIETI. «Ho ricevuto tante pacche sulle spalle e apprezzamenti sulla mia persona ma nessuno è andato oltre. Politicamente non so quanto valgo malgrado abbia una voglia matta di aiutare la mia città». Maurizio Formichetti, dipendente della Prefettura nonché riferimento abruzzese del ciclismo professionistico nazionale con tante tappe del Giro d’Italia e della Tirreno-Adriatico organizzate a Chieti, esce allo scoperto e si dice pronto a scendere nell’arena politica cittadina. «Tanti sostengono che mi propongo anche se non c’è nulla di più falso. La verità è che- precisa Formichetti- sono stato contattato da tutti gli schieramenti politici strutturati sul territorio, sia di destra che di sinistra senza dimenticare il centro». Eppure, ad oggi, Formichetti resta un semplice spettatore interessato delle frenetiche trattative politiche che impazzano nel capoluogo teatino. Stretto tra gli isterismi del centro destra che sfoglia la margherita sulla ricandidatura del sindaco Di Primio, i veleni interni al centro sinistra con il candidato sindaco Luigi Febo chiamato agli straordinari e le poche certezze politiche attuali che portano il nome di Bruno Di Paolo e Donato Marcotullio candidati sindaci, rispettivamente, di Giustizia sociale e di IdeAbruzzo. Intorno poco o nulla se non l’affannosa ricerca di molti di accasarsi in raggruppamenti politici in grado di dare ad ognuno grande visibilità elettorale.
In una partita del genere che sembra giocarsi con una nebbia fitta, Formichetti resta in panchina. Una metafora sportiva che pare calzare a pennello al personaggio. «Sono un giocatore svincolato- sorride Formichetti- in piena forma fisica e mentale». Come a dire, basta la chiamata giusta per indossare di nuovo la casacca di gioco. «Da mesi parlo con i partiti. Se ciò significa proporsi- ribatte Formichetti- allora non ho capito niente della politica». Nelle ultime ore sembra calda l’ipotesi Udc, in rotta con la coalizione di centro destra e, soprattutto, con il sindaco Di Primio sul quale l’Unione di centro ha posto un veto da settimane.
«Mi sono incontrato più volte con Andrea Buracchio. Di colloqui ufficiali però- spiega Formichetti- non c’è stato nulla». Restano in ballo alcune liste civiche pronte a diventare ago della bilancia in caso di ballottaggio.
«Non so quanti voti valgo- afferma Formichetti- perché non sono un politico. Di sicuro potrei dare il mio contributo per risollevare una città dall’elettroencefalogramma piatto». Le idee, in tal senso, non mancano. «Chieti può risalire la china solo con la cultura. Una parola abusata da molti che poi però- attacca Formichetti- magari non sono mai entrati nel museo Barbella o nel teatro Marrucino. Tra le priorità c’è poi la riapertura al grande pubblico dell’anfiteatro della Civitella. E’ davvero un delitto vedere l’arena abbandonata a se stessa».
Jari Orsini

