Comune, il Pd verso la spaccatura

Slitta a mercoledì 28 la resa dei conti per il sindaco: è caos per le mancate nomine in giunta e Provincia
CHIETI. Vengono al pettine i nodi dell’amministrazione di centrosinistra: il Partito democratico, da tre anni al governo cittadino, rischia di spaccarsi. Frizioni e contrasti tra capigruppo dem, segretari di partito e tesserati arriveranno sul tavolo del sindaco Diego Ferrara, anche lui nel Pd, che ha convocato nel suo ufficio tutte le forze politiche per mercoledì 28. Il vertice, programmato inizialmente per lunedì pomeriggio, è stato spostato a mercoledì, alle ore 9.
La frattura politica nei dem ha retroscena scaturiti dalla scelta del sindaco dei due nuovi assessori in giunta, Alberta Giannini e Massimo Cassarino. Ma, ancora prima, è stato l’esito delle elezioni provinciali a far emergere i primi malumori, con la mancata elezione del consigliere Pd Andrea Rondinini. Un risultato che non solo ha portato la maggioranza a disertare il consiglio (si è svolto il 22 dicembre, ndr), ma che ha seguito le polemiche anche in sedi meno formali, come il circolo “Fictio Club”, poi arrivate però sul tavolo del sindaco. «Era un incontro informale con il centrosinistra in previsione di un incontro con il sindaco», racconta Silvio Di Primio di Liberi a sinistra. È stata poi una delegazione di Pd e Liberi a sinistra a chiedere a Ferrara l’azzeramento della giunta, oltre al veto sull’assessorato di Filippo Di Giovanni, capogruppo del Pd in consiglio. Punto, quest’ultimo, che alla fine sembra essersi concretizzato con la scelta di Cassarino. «L’azzeramento della giunta è stato chiesto perché bisognava cambiare l’assetto dell’esecutivo, ricreando un clima di condivisione nelle scelte», continua Di Primio, «noi abbiamo ribadito l’appoggio esterno, ma ad oggi bisogna tornare al senso di responsabilità nei confronti della città, oltre che a un bagno di umiltà di tutti».

