Comune, il personale è carente: scoperti i turni per le emergenze

Il responsabile della reperibilità: «Mancano anche mezzi e attrezzature per il servizio segnaletica» Assenti pure gli elettricisti e gli operai per intervenire sulle strade. Il caso ora arriva in prefettura
CHIETI. Il personale del Comune di Chieti è ridotto ai minimi termini, c’è carenza anche di mezzi e attrezzature e restano scoperti persino alcuni turni per fronteggiare le emergenze. Stavolta non si tratta di un attacco che arriva dall’opposizione, né di una rivendicazione sindacale: a lanciare l’allarme è stato uno dei responsabili tecnici dell’ente, Cristiano Antonicelli, che ieri ha inviato una segnalazione al sindaco Diego Ferrara, all’assessore Massimo Cassarino, ai dirigenti di settore, ai responsabili di segreteria generale, polizia locale e affari legali, alla prefettura, alla questura, ai carabinieri e ai vigili del fuoco.
Una lettera che testimonia come la macchina amministrativa del municipio sia ormai a rischio paralisi. Uno scenario preoccupante che agita le acque (già mosse) di un Comune in dissesto economico-finanziario e alla prese con un’emorragia di dipendenti che riguarda tutti i settori. Tanto per rendere l’idea: in base agli ultimi dati disponibili, diffusi dalla Cgil a inizio gennaio, il personale in servizio è sceso fino a quota 175 unità, mentre ne occorrerebbero 300.
Antonicelli, responsabile tecnico del secondo turno di reperibilità, previsto per il periodo che va dall’8 al 12 maggio, ha comunicato «l’impossibilità a garantire il servizio relativo alla segnaletica, sia per l’assenza di personale addetto oltre che per la mancanza di mezzi e attrezzature adeguate allo scopo». Alla lettera è allegato il piano delle reperibilità da ieri al 31 maggio, dal quale si evince che restano scoperti – oltre che il servizio segnaletica per 24 giorni – anche il ruolo di elettricista (per 18 giorni) e il servizio strade (per 6 giorni). Al momento, invece, sono sempre garantite le reperibilità per gli addetti al cimitero e al Centro elaborazione dati (Ced).
Nei mesi scorsi, si diceva, l’sos era arrivato dalla Cgil. «Abbiamo chiesto al sindaco e al segretario generale», avevano fatto sapere dal sindacato, «di provvedere a una equa distribuzione dei procedimenti per settore con conseguente assegnazione degli incarichi al fine di evitare l’enorme mole di lavoro che ricade sui dipendenti interessati». E ancora: «Va incrementato il personale nei numeri, dai servizi al sociale, ai lavori pubblici e agli altri settori, per rispondere alle esigenze della cittadinanza, alle emergenze e garantire anche le necessità familiari dei dipendenti. Servono pure interventi per migliorare l’ambiente di lavoro in termini di sicurezza».
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