Comune in crisi, dissesto dietro l’angolo

24 Giugno 2016

Il consigliere del Pd, Luigi Febo: è la stessa maggioranza a certificare il mancato rispetto del patto di stabilità

CHIETI. Comune sull’orlo del dissesto economico e finanziario. L’accusa arriva dalle file dell’opposizione, ma, il capogruppo della lista “Chieti per Chieti”, Luigi Febo (Pd), mette le mani avanti: «Non siamo noi della minoranza a dirlo. È la stessa maggioranza che certifica, nero su bianco, la situazione deficitaria dell’ente e il mancato rispetto del Patto di stabilità interno».

A sancire l’entrata nella lista nera degli enti strutturalmente deficitari (anche la Provincia di Chieti ne fa parte), sarebbe stata la relazione allegata allo schema di rendiconto 2015, dove si evincerebbe anche che il Patto di stabilità è stato sforato. «Lo schema di rendiconto, approvato il 30 maggio scorso ma non ancora arrivato in Consiglio comunale, nonostante la diffida ufficiale della Prefettura», dice Febo, «fa capire chiaramente in quale situazione disastrosa si trovi l’ente. La non conformità della maggioranza dei parametri adottati per l’elaborazione del consuntivo 2015 è la prima condizione che definisce il Comune di Chieti come ente strutturalmente deficitario».

La prima conseguenza è che non si potranno prorogare i contratti a tempo determinato. Alcuni di questi reggono settori chiave della macchina amministrativa, come l’urbanistica, i lavori pubblici e il verde pubblico. «Si dovrà certamente provvedere a risolvere tutti i contratti di coloro che sono stati assunti a tempo determinato con incarico dirigenziale ex art.110 del Tuel (Testo unico enti locali)», sostiene il consigliere di minoranza, «e tutti coloro che sono stati assunti a tempo determinato negli staff del sindaco e della giunta ex art. 90 del Tuel». A proposito di chi lavora negli staff di sindaco e giunta, Febo tira fuori anche una sentenza della Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Campania (Del/Par n.11/2012), che si esprimerebbe in maniera chiara a riguardo. Altre conseguenze sono la diminuzione del trasferimenti statali già ridotti al lumicino e la ridotta capacità di indebitamento attraverso mutui, che, secondo Febo, avrà diretta conseguenza sulla possibilità di avere soldi a disposizione per le manutenzioni. Che, dunque, saranno destinate a diminuire. A tutto questo si aggiunge una recente sentenza del Tar Abruzzo che il 3 giugno scorso ha annullato i Regolamenti consiliari che istituivano i canoni concessori non ricognitori. «La sentenza», dice Febo, «che non sembra essere nota al Collegio dei revisori dei conti, in un sol colpo rende insussistenti 6 milioni di euro posti a residuo dall’Amministrazione nel 2013, 2014 e, da ultimo, nel 2015». (a.i.)