Comune in deficit di risorse «Situazione drammatica»

Chieti. Il consigliere di opposizione Febo dopo la nota di segretario e funzionario «Analisi spietata dopo 8 anni di gestione Di Primio: la confusione è tanta»
CHIETI. «Assenza assoluta di programmazione, mancanza di rigore nella gestione delle procedure amministrative, mancanza di coordinamento e di condivisione delle scelte, volontà di privilegiare, soprattutto da parte del vertice - come facile rimedio all’assenza di risultati - una comunicazione mistificante che illude ma che non aiuta a risolvere i problemi dei cittadini i quali sono vessati da livelli di contribuzione sempre più elevati e, ancor di più, privati dei servizi minimi di cui una comunità non può fare a meno». Lo sostiene Luigi Febo, consigliere comunale di minoranza, dopo avere avuto notizia, dalla relazione dei revisori dei conti al rendiconto 2017, dell’esistenza di una nota, a firma del segretario generale del Comune, Celestina Labbadia, e del responsabile dell’ufficio controlli dell’ente, Michele Marino, con l’analisi sull’andamento gestionale della Teateservizi e sullo stato di salute finanziario della stessa società. Nella nota, infatti, i due “tecnici” del municipio sostengono che “il Comune fonda le proprie azioni su tre pilastri della produzione: risorse fisiche, umane e finanziarie”. Le prime due sono in deficit “e trovano origine (anche) nella pochezza di risorse finanziarie disponibili necessarie sia per fare nuove assunzioni, sia per acquisire strumenti e programmi informatici”. Secondo Febo il segretario generale e il funzionario del Comune «fanno un’analisi breve ma spietata della condizione in cui è stata ridotta la macchina comunale in quasi otto anni di gestione Di Primio, condizione che il sindaco continua a negare».
Ma i due tecnici nella nota analizzano anche la condizione della Teateservizi. «La situazione è drammatica», commenta Febo, «perché investe la stabilità occupazionale del personale. Infatti, segretario e funzionario, sottolineano che la gran parte dei lavoratori risulta alle dipendenze di società interinali che costano alla società molto di più di quanto costerebbe il personale assunto direttamente con contratti subordinato a tempo determinato e anche i contratti a termine potrebbero essere fonte di possibile contenzioso. In otto anni, dopo tutte le promesse e i tentativi falliti di affidare alla Teateservizi la gestione di ulteriori attività, non sono riusciti neanche a dare un assetto organizzativo stabile a questa società lasciando nel limbo i lavoratori che vengono utilizzati a singhiozzo e che, a detta del segretario generale, risulterebbero una palla al piede della stessa società, soprattutto quelli che si occupano dei servizi diversi dalla riscossione». Ma per Febo la vicenda è anche «paradossale perché solo di recente è stato approvato il Dup 2018-2020 in cui si dava indirizzo ai dirigenti perché si procedesse alla fusione tra la Teateservizi e una costituenda società che avrebbe avuto il compito di gestire anche i servizi affidati alla Chieti Solidale e, pochi giorni dopo, il segretario generale scrive all’amministrazione suggerendo che la Teateservizi farebbe bene a liberarsi dei servizi diversi dalla riscossione perché distolgono gli amministratori e i dirigenti della società dal prioritario obbiettivo della riscossione. A questo punto la domanda: perché, se i dirigenti della Teateservizi non riescono a gestire quattro piccoli servizi in aggiunta al core business rappresentato dal servizio di riscossione, il consiglio comunale gliene vuole affidare un’altra ventina e più che attualmente sono gestiti dalla Chieti Solidale?. La confusione è tanta».

