«Comune nel caos, la colpa è del sindaco»

L’opposizione attacca Dal Pozzo: in 4 anni solo promesse, personalismi e zero opere pubbliche
GUARDIAGRELE. «Il sindaco Simone Dal Pozzo è il principale responsabile dello sfacelo dell’amministrazione comunale e del caos che sta vivendo la macchina amministrativa». I consiglieri comunali di opposizione Donatello Di Prinzio, Flora Bianco e Orlando Console della lista Progetto per Guardiagrele analizzano la crisi della maggioranza. «Gli ultimi episodi», sottolinea il capogruppo Di Prinzio, «sono scaturiti a nostro parere a causa di una clamorosa perdita di fiducia e di rapporti tra il sindaco e i suoi assessori. Le ragioni rese invece note dal primo cittadino sono a dir poco sconcertanti e si fondano su un ipotetico rilancio dell’azione amministrativa, in vista delle prossime elezioni comunali del 2020, mettendo al bando i personalismi e richiamando tutti ad una collaborazione per il bene comune. La realtà però è purtroppo ben diversa: Dal Pozzo, a fronte di una condanna dei personalismi, dichiara in perfetta contraddizione con se stesso che andrà avanti solo con chi lo sostiene, il tutto nell'ottica di un evidente esasperato personalismo». E ancora: «Se il sindaco volesse argomentare diversamente, dovrebbe ammettere che i suoi assessori non hanno risposto alle attese». I consiglieri di Progetto per Guardiagrele, evidenziano poi come l’aspetto più eclatante sia rappresentata dal fatto che, dopo 4 anni di governo, la giunta Dal Pozzo non è stata in grado di appaltare nessuna opera pubblica importante, ma solo brandire futuri finanziamenti che ad oggi, però, non ancora arrivano. «Sarà forse per questo motivo», osserva Di Prinzio, «che è stato fatto fuori il vicesindaco Gianluca Primavera con la delega ai lavori pubblici?».
Secondo i consiglieri di opposizione, va analizzata anche la revoca della delega alle politiche sociali all'assessore Inka Zulli. «Le politiche sociali», prosegue Di Prinzio, «sono la vera risorsa economica del Comune che gestisce fondi regionali per oltre 500.000 euro. L’assessore aveva una sua autonomia, nella quale il sindaco non è riuscito a mettere le mani. Proprio per questa ragione il primo cittadino è arrivato alla revoca, con la precisa intenzione di affidare la gestione delle politiche sociali ad un consigliere a lui più vicino. Bisogna infine ricordare che Dal Pozzo, nei suoi post su Facebook, mette al bando i personalismi, ma nello stesso tempo parla sempre in prima persona, quasi in una sorta di delirio di onnipotenza, rinnegando cosi l'apporto elettorale che tutti i consiglieri della sua maggioranza gli hanno dato per vincere le elezioni, a partire dall'ex assessore Zulli che è stata la più votata della sua lista. Chiediamo ai consiglieri sfiduciati e agli altri di svegliarsi e di fare in questo momento qualcosa di migliore per la città, lasciando la maggioranza e sfiduciando il sindaco».
Giovanni Iannamico
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