Comune non spala la neve, slitta il funerale

18 Gennaio 2017

Il titolare dell’agenzia funebre Preta: «Disagio evitabile, bastava sgomberare la strada dell’obitorio»

SAN SALVO. Quattro giorni per avere una degna sepoltura. Tutta colpa della burocrazia. Ma non solo.Almeno a parere del titolare dell’agenzia funebre Preta, Angelo Preta. L’indignazione ha spinto l’imprenditore a raccontare la vicenda. «Ho vissuto l’inferno, ma quello che mi fa più dispiacere è l’odissea patita dalla famiglia della defunta già provata dal dolore», racconta Preta.

Amina Artese è morta a soli 50 anni, sabato mattina all’ospedale di Chieti. «Per la famiglia è stato un dolore grandissimo. Il sindaco Umberto Di Primio, sembra che non abbia inteso pagare la reperibilità ai dipendenti degli uffici dell’anagrafe che rilasciano il certificato per il traferimento della salma e la celebrazione del funerale della defunta. La famiglia ha dovuto attendere lunedi mattina», prosegue Preta. I funerali si sarebbero dovuti celebrare lunedì pomeriggio alle ore 15.30, nella chiesa di San Giuseppe. Al mattino, però, Chieti e tutto il Chietino si sono svegliati ricoperti da una spessa coltre nevosa. Il sindaco sembra che avesse garantito alla famiglia il passaggio di uno spazzaneve, per poter consentire il trasferimento del feretro a San Salvo. «Non si è visto nessuno», protesta il titolare dell’agenzia, «nessun mezzo comunale ha liberato la strada dalla neve». Gli operatori della Preta hanno sistemato la bara della povera defunta, trasportata su un fuoristrada per diversi chilometri prima di trasferirla sul carro funebre.

Una operazione che ha richiesto diverse ore. Quando il carro funebre è arrivato a San Salvo erano ormai le 19, troppo tardi per poter celebrare i funerali. Il buio e la neve avrebbero creato altri problemi a parenti e conoscenti. E ai famiglia di Amina Artese non è rimasto altro da fare che rimandare le esequie di altre 12 ore. L’ultimo saluto alla sfortunata donna è stato dato ieri mattina alle 10.30. Moltissimi paesani hanno seguito la funzione religiosa nonostante le proibitive condizioni meteo per comunicare il cordoglio dell’intera comunità e salutare per l’ultima volta Amina.

«Sarebbe bastato un certificato e un po’ di sensibilità e Amina Artese avrebbe avuto subito sepoltura evitando alla famiglia tanto disagio», insiste Preta, «Io ho fatto il possibile per evitare altri disagi. Se la strada che conduce all’obitorio fosse stata sgombrata dalla neve non ci sarebbero state tante peripezie da superare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA