Comune, nuova lite sul bilancio Esposto al ministero e ai giudici

26 Maggio 2024

Costa (Forza Chieti): «Il crac di Teateservizi mina la veridicità dei dati forniti dall’amministrazione» E parte la segnalazione al dicastero dell’Interno e alla Corte dei conti: «Il documento va bocciato»

CHIETI. Il fallimento di Teateservizi e il mancato avvio dell’esercizio provvisorio «mina la veridicità dei numeri contenuti nell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato 2023-2025 del Comune di Chieti». È quanto scrive il capogruppo di Forza Chieti Maurizio Costa in una lettera inviata alla Corte dei conti e al ministero dell’Interno, agli organi cioè che devono dare il via libera al primo bilancio del Comune in dissesto, il primo bilancio, cioè, senza i debiti che lo hanno portato al default.
«Il 27 novembre 2023 il consiglio comunale ha approvato l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato», sostiene Costa, «tale provvedimento aveva come fondamento quello di dare impulso e sostanza all’azione di riscossione, attività gestita dalla società interamente partecipata dal Comune, la Teateservizi srl. Su tale società però pendeva una istanza di fallimento depositata il 14 marzo 2022 dalla Procura di Chieti, vicenda che si è chiusa con la sentenza di fallimento del 20 febbraio scorso. Sul tema della riscossione, alla data in cui mi accingo a inoltrare questa mia nota, non è stata trovata alcuna soluzione. Il quadro appare maggiormente preoccupante se pensiamo al solo fatto che il Comune è ancora privo di tutti i provvedimenti propedeutici alla emissione delle bollette Tari». E dunque, secondo Costa, quanto previsto dal bilancio non può più avverarsi, perché Teateservizi non sta più riscuotendo da tempo, a causa del fallimento, e perché il fatto che la giunta del sindaco Diego Ferrara sia rimasta in attesa di rimettere al lavoro la società fallita tramite un esercizio provvisorio non ancora concesso, ha fatto perdere ulteriore tempo sul fronte delle riscossioni. Proprio per superare l’impasse, l’Organismo straordinario di liquidazione, arrivato in Comune per gestire i debiti, ha deciso di affidare la riscossione coattiva – vale a dire le bollette non pagate dal 2018 al 2022 – all’Agenzia delle entrate (Ader). E su questo fronte anche parte della maggioranza (il polo civico del vicesindaco Paolo De Cesare) chiede formalmente che almeno la Tari venga affidata ad Ader. Il resto della maggioranza, invece, ha deciso di attendere l’esercizio provvisorio premendo sul curatore fallimentare, l’avvocato Guglielmo Flacco, perché lo richieda al giudice delegato. La giunta si dice pronta persino a chiedere allo stesso giudice delegato di assegnare al curatore un termine per decidere. Curatore che, da parte sua, ha sempre detto di voler richiedere l’esercizio provvisorio purché l’attività di riscossione possa basarsi su un contratto valido, epurato cioè da quei vizi di illegittimità che hanno portato l’Autorità garante della concorrenza e del mercato a chiederne l’annullamento di fronte al Tar.
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