Comune, ricorso sul dissesto «Atti alla Corte costituzionale»

GUARDIAGRELE. «Inviamo gli atti alla Corte costituzionale». È questa la richiesta avanzata dal gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune” al Tar Abruzzo, nel corso dell'udienza con la quale...
GUARDIAGRELE. «Inviamo gli atti alla Corte costituzionale». È questa la richiesta avanzata dal gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune” al Tar Abruzzo, nel corso dell'udienza con la quale nei giorni scorsi l’organo regionale, ha esaminato il secondo ricorso contro il dissesto finanziario del Comune, dichiarato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Donatello Di Prinzio.
«Dopo la sentenza dello scorso anno che ha costretto la maggioranza a riesaminare la sua scelta tutta politica», afferma il gruppo, «la giunta comunale ha preferito ripetere lo sbaglio. Ecco perché abbiamo fatto ricorso al Tar per la seconda volta, sostenendo che c’era tutto lo spazio per scegliere un piano di riequilibrio pluriennale. Questo», precisa il gruppo, «avrebbe consentito di lasciare il potere di gestire i conti nelle mani della giunta, invece di consegnarlo a un collegio di commissari ed evitato, come ormai accade, la scusa da parte della maggioranza di non poter fare nulla. Oltre a sottolineare che questo era possibile, perché bastava reperire sul bilancio poco più di 100.000 euro», sottolinea il gruppo, «questa volta così abbiamo chiesto al Tar di inviare gli atti alla Corte costituzionale, affinché ci dica se le norme che attribuiscono alla maggioranza di turno di deliberare il dissesto, siano effettivamente conformi alla Costituzione».
Secondo il gruppo di centrosinistra, infatti, questo sistema violerebbe i canoni di ragionevolezza e di uguaglianza. «Abbiamo quindi chiesto al Tar», continua il gruppo, «se sia giusto che, mentre la scelta di un piano di riequilibrio pluriennale deve essere sottoposta al vaglio preventivo della Corte dei Conti, quindi di un organo terzo chiamato a verificare se la scelta sia sostenibile, questo invece non è previsto per la ben più pesante scelta di dichiarare il dissesto. Noi», osserva il gruppo, «crediamo che questo meccanismo vada scardinato, come dimostra chiaramente ciò che è avvenuto nel caso di Guardiagrele, dove la maggioranza di destra, guidata dal sindaco Di Prinzio e dall'assessore alle finanze Pierluigi Dell’Arciprete, con il supporto di uno staff di tecnici, anche esterni, ha deciso di utilizzare uno strumento cosi grave, con il solo obiettivo di colpire l' avversario politico. D’altra parte», sottolinea il gruppo, «a dispetto di quello che la giunta dichiarò in piazza all’indomani della prima delibera, quali siano le conseguenze le vediamo: tasse al massimo, a partire dall’Imu, fornitori e professionisti prima incaricati dalla giunta Di Prinzio e poi non pagati: contributi sociali bloccati per mesi, ecc... Il tutto», conclude il gruppo, «in contraddizione con alcune operazioni che fanno comprendere come dietro ci sia solo una volontà politica e che il ritornello che non ci sono i soldi è, in realtà, solo una favola».
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