Comune, sconti sulla tassa rifiuti: c’è il rischio di perdere 1,6 milioni

Il sindaco: finora sono arrivate solo 230 domande, senza nuove richieste i soldi torneranno allo Stato E parte l’appello a famiglie e aziende: il bando è aperto fino al 26 settembre, ecco come partecipare
CHIETI. Per gli sgravi Tari questo è l’ultimo treno. Se coloro che ne hanno diritto non si fanno avanti per richiederli, i soldi dovranno essere rimandati indietro. Ecco perché l’amministrazione comunale torna a fare un appello a famiglie, imprese e professionisti in difficoltà dopo la pandemia: «Fate le domande, a disposizione ci sono 1.600.000 euro di rimborsi per la bolletta della tassa sui rifiuti», ha detto ieri il sindaco Diego Ferrara insieme al vice Paolo De Cesare e agli assessori Chiara Zappalorto e Manuel Pantalone, presente anche il nuovo dirigente di settore Carlo Di Gregorio.
SOLO 230 DOMANDE
L’amministrazione comunale ha corso per mettere a disposizione nel più breve tempo possibile le risorse alla città: il 12 agosto scorso è stata pubblicata la delibera, il 22 si è aperto il bando, la chiusura è prevista il 26 settembre. Ma al momento sono arrivate solo 130 domande, di cui 100 da parte dei titolari di utenze domestiche e 30 da parte di quelli delle utenze non domestiche. «Dall’opposizione ci diranno che questi sgravi arrivano da parte del governo, che sono dovuti», ha detto il sindaco con accento polemico, «e che quindi noi non facciamo altro che chiacchiere. Ma si tratta di chiacchiere da 1.600.000 euro. Sgravi importanti, in un momento in cui famiglie e imprese stanno soffrendo».
COME FARE RICHIESTA
Le domande per ottenere il beneficio devono pervenire entro il 26 settembre o tramite mail, all’indirizzo agevolazionetari2022@teateservizi.it, oppure tramite App “smart.pa” del Comune di Chieti, l'applicazione scaricabile da Playstore per Android e da App store per I-Phone. «Si tratta di un beneficio reso possibile dai contributi statali per l’emergenza Covid-19», ha continuato Ferrara, «che sotto forma di sgravio andrà a vantaggio delle utenze domestiche per il 60 per cento e per il 40 per quelle non domestiche». Possono presentare le domande i singoli cittadini con reddito Isee inferiore a 15mila euro e le imprese con redditi non superiori a 10 milioni di euro che dimostrino di aver subito una riduzione del fatturato medio mensile almeno del 27%.
L’APPELLO DEL COMUNE
«Ci rivolgiamo direttamente alla cittadinanza e alle imprese, ma vogliamo reiterare l’appello anche ai rappresentanti di categoria», ha detto l’assessore all’ambiente e transizione ecologica Zappalorto, «questi fondi ci consentono di sostenere un’ampia fascia di popolazione, perché abbiamo deciso di rivolgerli alle famiglie con redditi Isee fino a 15.000 euro e a imprese e professionisti che nel periodo più nero della pandemia hanno avuto perdite economiche certificabili. Invitiamo i destinatari a verificare se ci sono le condizioni e tutte le famiglie che hanno un Isee come quello fissato a cogliere questa possibilità. Con gli assessori ad Attività produttive e Commercio interloquiremo con le categorie perché rispondano all’avviso per le utenze non domestiche. La nostra premura è raggiungere più cittadini possibili e dunque l’appello è quello di rispondere all’avviso, sarà comunque nostra premura supportare la cittadinanza, affinché il maggior numero di persone possa rientrare in questa misura e si possano utilizzare tutte le risorse disponibili allo scopo».
IMPRESE ALLERTATE
«Per arrivare alle attività commerciali contatteremo le sigle di rappresentanza e lo faremo subito», ha assicurato l’assessore al commercio Pantalone, «abbiamo ragionato e lavorato insieme, accogliendo le istanze degli operatori già un anno fa, perché la misura fosse davvero utile ai potenziali beneficiari. Riteniamo che una fetta consistente delle attività presenti in città possa ottenere il beneficio, sarebbe un peccato, conoscendo i problemi che questo settore sta affrontando e dovrà affrontare a causa del periodo, restituire risorse tanto preziose». Il vicesindaco De Cesare, da assessore alle attività produttive, si è rivolto in particolare «alle imprese che si occupano di industria, agricoltura e artigianato. Per loro ci sono circa 900.000 euro di sgravi di cui fruire, pena perdere questa possibilità, perché la somma deriva dai trasferimenti statali legati alla situazione dettata dalla pandemia, che non creano una variazione di tariffa, ma un’agevolazione che subentra successivamente al calcolo».

