Comune senza più soldi Di Primio taglia i dirigenti

8 Agosto 2015

Lanciato l’allarme: l’ente ha 20 milioni di debiti e liquidità di cassa a meno 16 Il sindaco punta il dito contro i manager e ne annuncia il taglio del 50 per cento

CHIETI. La dichiarazione del predissesto dell’ente, un piano di rientro pilotato per i quasi 20 milioni di euro di debiti sul groppone da spalmare in dieci anni o un disavanzo da colmare, come prevede la Finanziaria, nei prossimi trent’anni di gestione. Intanto, entro gennaio, il numero dei dirigenti verrà dimezzato, la spesa è stata bloccata e si avvicina, a grandi passi, un ribaltone all’interno della Teate servizi e di Chieti solidale. Il Comune è sull’orlo del baratro. L’allarme rosso è stato lanciato ieri mattina dal sindaco Di Primio spalleggiato dall’assessore alle finanze, Valentina Luise, e dal consigliere delegato al bilancio, Roberto Melideo. La situazione è drammatica per stessa ammissione del sindaco che decide di uscire allo scoperto all’indomani dell’approvazione in consiglio del rendiconto di bilancio 2014, pesantemente osservato dal collegio dei revisori dei conti. «Non possiamo più nascondere la polvere sotto al tappeto. Bisogna voltare subito pagina riguardo alla gestione amministrativa e finanziaria del Comune», afferma Di Primio, «ed utilizzerò tutti gli strumenti possibili per evitare il dissesto economico dell’ente». Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore Luise. «Bisogna affrontare con decisione il problema finanziario del Comune. La situazione- ammette Luise», è per certi versi critica».

I PROBLEMI. Come evidenziato dai revisori le casse di palazzo d’Achille sono in grande sofferenza con una liquidità di cassa che, al 31 dicembre 2014, fa segnare -16 milioni di euro. Come se non bastasse continuano ad aumentare i tributi evasi. Basti pensare che a fronte di 6 milioni di euro di evaso, Teate servizi è riuscita ad incassare poco più di 120 mila euro. A peggiorare le cose i debiti che il Comune si trascina da oltre un decennio e che hanno toccato quota 20 milioni di euro. Un quadro a tinte fosche aggravato dal taglio del 93% dei contributi statali negli ultimi cinque anni. Il sindaco, furente, punta il dito contro i dirigenti. «Mi prendo le mie responsabilità in quanto, nel primo mandato, non sono riuscito a cambiare la macchina amministrativa. Ma adesso lo farò e le maggiori novità», avverte il sindaco, «riguarderanno i dirigenti. Molti debiti pregressi sono dovuti ad errori gestionali ed ai numerosi contenziosi frutto della mala gestione dei dirigenti».

DIRIGENTI E SOCIETA’ PARTECIPATE. Entro gennaio 2016 il numero dei dirigenti verrà dimezzato mentre si annunciano tempi duri per le società partecipate. Sono le prime azioni messe in campo dalla giunta Di Primio per riassettare la gestione finanziaria dell’ente. «I dirigenti passeranno da 8 a 4 con l’accorpamento dei servizi. Intanto il segretario generale Celestina Labbadia, «dice Di Primio, «si occuperà, ad interim, di personale e finanze».Sulla graticola anche le partecipate, a partire da Teate servizi. «Non è soddisfacente il servizio della riscossione dei tributi e dei canoni comunali. Di certo», avverte il sindaco, «Faremo qualcosa».

COSA ACCADRÁ. Molto dipenderà dal disavanzo di bilancio che verrà fuori dal riaccertamento straordinario dei residui avviato dal Comune contestualmente all’approvazione del rendiconto 2014 come prevedono i rigidi dettami del nuovo bilancio armonizzato voluto dal Governo. In base al disavanzo si deciderà che fare ma la dichiarazione di predissesto sembra dietro l’angolo anche perché il bilancio previsionale 2015 si annuncia di lacrime e sangue. Se ne saprà di più dopo Ferragosto.

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