Comune, spunta un nuovo debito «Il rischio è di finire in dissesto»

8 Febbraio 2022

Il dirigente del settore finanziario: «L’ente deve pagare oltre 4 milioni all’ex gestore dei rifiuti» Parte la segnalazione a Corte dei conti e ministero: «Così si pregiudica il piano di riequilibrio»

CHIETI. Spunta un nuovo debito da oltre 4 milioni di euro e il Comune, non avendo i soldi per pagarlo, rischia di finire in dissesto. A dirlo non sono i consiglieri d’opposizione, ma il dirigente del settore finanziario Franco Rispoli che, il 28 gennaio scorso, ha inviato una segnalazione evocando lo scenario del dissesto. Per ora è solo un rischio, che però il ragioniere capo del Comune mette nero su bianco nelle 5 pagine di un documento riservato, inviato non solo al sindaco Diego Ferrara, ma anche ai revisori dei conti, alla Corte del conti e al ministero dell’Interno. Ministero e Corte dei conti sono gli organi che devono approvare il piano di riequilibrio – lo strumento che il Comune ha presentato per evitare il dissesto – ma, da quello che si apprende, il Comune non sembra più in grado di rispettare il suo stesso piano. A pregiudicare il raggiungimento dei suoi obiettivi è il debito da 4.250.000 euro (più Iva) con l’ex gestore dell’appalto di nettezza urbana. Somme impreviste e pertanto non ricomprese dal piano di riequilibrio.
CONTI A RISCHIO
Il ragioniere capo lancia l’allarme: «Il Comune di Chieti», scrive, «si trova potenzialmente nella condizione per cui la gestione delle entrate o delle spese correnti potrà evidenziare il costituirsi di situazioni tali da pregiudicare gli equilibri del bilancio e il conseguimento degli obiettivi intermedi fissati dal piano di riequilibrio all’esame istruttorio del ministero dell’Interno”. Il dirigente sottolinea anche che la nuova situazione che si è venuta a creare a causa del debito da 4 milioni non può essere compensata da maggiori entrate o minori spese.
DEBITO IMPREVISTO
Il problema nasce dal fatto che il 30 dicembre scorso il consiglio comunale, su proposta dell’assessore alle Finanze Tiziana La Penna, ha approvato la delibera di salvaguardia di bilancio, dando così atto del permanere degli equilibri di bilancio. E anche dal fatto che il piano di riequilibrio, approvato ad aprile scorso, non presenta traccia dei 4 milioni. Il responsabile del settore finanziario dice di essere venuto a sapere dei 4 milioni soltanto solo lo scorso 20 gennaio, quando l’assessore Enrico Raimondi ha portato a conoscenza il verbale di un incontro che si è svolto lo scorso 4 dicembre sulla transazione che il dirigente Valeriano Mergiotti ha fatto con l’ex gestore della nettezza urbana a seguito di una diffida che lo stesso ex gestore aveva inviato al Comune per riavere i soldi.
LA DIFFIDA
L’ex gestore dell’appalto è un consorzio di cui fa parte anche l’attuale gestore, Formula Ambiente. Da anni il consorzio sta richiedendo al Comune somme per servizi resi che non sarebbero stati pagati. A febbraio dell’anno scorso, il dirigente di settore Paolo Intorbida, assicura che il consorzio «non può pretendere alcun compenso» per i servizi resi nei condomini e nelle aree private – come invece aveva chiesto – e che, dunque, «l’amministrazione non deve riconoscere alcun onere relativamente alle maggiori utenze per gli anni dal 2010 al 2018». Senonché, a dicembre scorso, un altro dirigente comunale, asserisce il contrario. E, a seguito della diffida del 28 luglio, propone anche una transazione. Ma il Comune non ha i soldi: «L’esborso finanziario ipotizzato», dice Rispoli, «è privo di copertura finanziaria».
L’OPPOSIZIONE ATTACCA
Il capogruppo di Forza Chieti Maurizio Costa aveva già sollevato il problema in consiglio comunale: «Avevo avvertito che c’era questo debito di 16 milioni», dice, «poi si è arrivati a 4 milioni grazie alla transazione. Ma la stessa transazione prevede che si formalizzi tutto entro il 28 febbraio. E a questo punto non so come ne usciranno». Proprio sulle transazioni con i grandi creditori dell’ente tutti i consiglieri comunali di minoranza hanno inviato un esposto alla Corte dei conti.