Comune verso il default? «Entrate in abbandono»

2 Agosto 2015

Ortona, tutti contro il sindaco D’Ottavio che ha annunciato tagli al sociale Schiazza: la giunta si dimetta. Cieri: gestione disastrosa. Musa: troppe bugie

ORTONA. Tutti contro il sindaco. Dopo le dichiarazioni del primo cittadino di Ortona, Vincenzo D’Ottavio, che ha lasciato poco spazio alle interpretazioni, descrivendo una situazione di bilancio disastrosa tanto da far pensare al dissesto economico o in alternativa a tagli di servizi di prima necessità come l’asilo nido, la mensa di solidarietà e le borse lavoro, molti consiglieri comunali si scagliano contro il primo cittadino lanciando accuse sul suo operato. Il Pd, partito del sindaco nel quale però questi vive da “separato in casa”, è duro nei confronti di D’Ottavio: «Prendiamo atto che la giunta non si rende ancora conto degli effetti prodotti da questi nove mesi di amministrazione», dice il capogruppo Tommaso Coletti, «da ottobre 2014, con la giunta nata al di fuori dei partiti della coalizione di centrosinistra, le entrate sono state lasciate in abbandono, gran parte dei residui sono confluiti nel fondo dei crediti inesigibili e la spesa, pur senza bilancio di previsione, è stata effettuata per iniziative che, francamente, potevano essere evitate. Il tempo è terminato e, purtroppo, D’Ottavio e la sua giunta non hanno ancora consapevolezza di un bilancio che non risponde alle esigenze della comunità ortonese».

A rincarare la dose è Simonetta Schiazza, capogruppo dell’Italia dei Valori: «Una giunta che ha ridotto in queste condizioni lo stato di salute del bilancio comunale e che, per di più, non sa che in materia di bilancio stesso è il consiglio a prendere decisioni nell’interesse dei cittadini, dovrebbe fare un passo indietro». Nemmeno dal consigliere Tommaso Cieri arrivano parole morbide per D’Ottavio: «Addirittura arriva a ipotizzare che la responsabilità della disastrosa situazione economica debba essere addebitata alle precedenti amministrazioni, non rendendosi conto della risibilità dell’affermazione: sono passati tre anni da quando sta amministrando, dimenticando che in virtù della situazione economica che ha trovato, e che non era certo debitoria, ha potuto stipulare mutui per oltre quattro milioni di euro». Franco Musa, invece, aveva presentato una proposta, avallata dal consigliere Leo Castiglione, che prevedeva di esonerare i meno abbienti dal pagamento dell’addizionale Irpef e aumentarlo fino allo 0,8% a chi può permetterselo. Una soluzione che avrebbe potuto concedere l’equilibrio di bilancio ma che è stata bocciata: «Adesso capisco perché non l’hanno votata», sostiene Musa, «per non colpire chi non ha problemi. Purtroppo questo si deve sapere e nessuno si potrà più giustificare e mascherare dietro bugie».

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