Comuni montani contro Tollo
I sindaci: «Paese scelto come capofila ma non è nelle aree interne»
GAMBERALE. È polemica sul protocollo d’intesa “Borghi ospitali” legato al Masterplan Abruzzo (interventi di valorizzazione e sviluppo turistico strategico integrato e sostenibile con recupero di borghi di aree interne e rilancio delle microimprese). La controversia è nata perché a essere nominato Comune capofila delle aree interne è stato Tollo. «Ma non può essere individuato come un Comune delle aree interne», afferma Maurizio Bucci, sindaco di Gamberale, «sulla questione il consigliere provinciale Arturo Scopino (sottoscrittore del protocollo d’intesa oltre ad appartenere alla Strategia nazionale delle aree interne, ndc) ha tentato di giustificare il tutto dicendo che la Regione non ha mai individuato le aree interne con un atto ufficiale e deducendo quindi che Tollo potrebbe essere individuabile come appartenente alle aree interne in virtù di tale mancanza». Al fianco di Scopino si è schierato anche il consigliere regionale Alessio Monaco. «Bisognerebbe spiegare loro», continua Bucci, «che l’Agenzia per la coesione territoriale classifica Tollo come “centro” e non come “area interna”. Questo protocollo d’intesa può essere definito come un tentativo maldestro di spartizione di carattere politico perché diversamente non se ne capiscono le ragioni». Il sindaco di Montenerodomo, Antonio Tamburrino, ha ribadito la candidatura dell’area interna Basso Sangro Trigno a comprensorio dove attuare l’intervento di cui al Masterplan Abruzzo “Patto del Sud”, che prevede nel settore turismo e cultura interventi di valorizzazione e sviluppo turistico integrato nelle aree interne attraverso il recupero dei borghi e il rilancio delle microimprese. La candidatura è stata presentata alla Regione Abruzzo e alla Provincia di Chieti lo scorso 7 aprile, quindi prima della sottoscrizione del protocollo d’intesa “Borghi ospitali” con capofila Tollo. (m.d.n.)

