Comuni senza acqua scatta la protesta ad Altino

11 Agosto 2018

Il sindaco occupa il serbatoio Sasi per manifestare contro le chiusure notturne Muratelli: «Ci trattano da cittadini di serie B». I carabinieri fermano il presidio

ALTINO. Finisce con l’arrivo dei carabinieri il presidio del serbatoio di Selva da parte del sindaco di Altino, Vincenzo Muratelli e di alcuni consiglieri. Una protesta, quella dell’amministrazione, per evitare che la Sasi continui con le chiusure notturne dell’acqua, come accade ormai ogni notte da due mesi, con conseguenti disagi e lamentele da parte dei cittadini, in particolare di Selva e delle aree del Sangro, costretti a restare senz’acqua per farne arrivare di più nel Vastese. Ma, per il sindaco, la sete nella zona di Vasto dovuta a reti colabrodo non può essere sostenuta sempre da Altino, da qui la clamorosa azione di protesta.
«Abbiamo occupato la zona del serbatoio», spiega Muratelli, «per evitare che la Sasi procedesse con le chiusure. Va bene essere solidali ma siamo stufi di dover pagare sempre noi il dazio di problemi antichi ascrivibili a reti colabrodo e inadeguate. La Sasi ci ha ridotto la fornitura di acqua di 4 litri al secondo e chiude il serbatoio di Selva ogni sera da due mesi, anzi, lo fa ogni estate da due anni ormai. Abbiamo chiesto giorni fa al presidente Gianfranco Basterebbe di fare meno interruzioni e, per tutta risposta, anziché chiudere la condotta alle 22 la fa chiudere dalle 20 alle 7». La prima sera del presidio tutto è andato bene, con la chiusura posticipata da parte del tecnico Sasi. Ma, giovedì sera sono arrivati i carabinieri della stazione di Casoli a far sgomberare l’area, chiamati dalla società che gestisce il servizio idrico. Non ci sono state denunce vista l’occupazione pacifica dell’area e visto che il tecnico Sasi è riuscito a chiudere il serbatoio. «Ci poteva essere una denuncia per interruzione di pubblico servizio», dice Muratelli, «invece eravamo noi a evitare che si interrompesse un servizio importante come la fornitura dell’acqua. Siamo cittadini di serie B a Selva, Perano, Archi, e nel Sangro, visto che i residenti non possono neanche fare una doccia al rientro dal lavoro e ci sono anziani che soffrono. Abbiamo chiesto alla Sasi di riavere i litri che ci spettano. Inoltre che si rifacciano le reti».
Quella che passa per Selva risale a più di 50 anni fa, quando la popolazione era meno della metà di quella attuale. «La Regione deve intervenire», aggiunge il sindaco, «farsi carico di un problema grave che riguarda un territorio enorme che arriva fino al vastese».
La Sasi ha già risposto che le chiusure continueranno. «Le sorgenti sono più secche visto che quest’inverno c’è stata poca neve e poca pioggia», spiega Basterebbe, «poi c’è l’utilizzo improprio dell’acqua da parte dei cittadini e, soprattutto, sono aumentati i consumi visto che la popolazione, grazie ai turisti, è raddoppiata». Servono almeno 50 milioni di euro per rifare le reti e per costruire un potabilizzatore, non ad Altino, progetto bocciato dalla Regione, ma a monte della diga di Chiauci e risolvere il problema della crisi idrica.