Con il drone inviano 22 telefoni in carcere

Tentativo sventato dalla polizia penitenziaria: arrestate due persone, denunciati altri due complici
LANCIANO. Con il drone provano a fare entrare in carcere 22 telefoni cellulari. È successo domenica pomeriggio nel carcere di Villa Stanazzo, a Lanciano. A rendere nota la vicenda sono il sindacato di polizia penitenziaria Osapp e la Cgil. «Grazie alla professionalità del personale di polizia penitenziaria sono state arrestate le due persone coinvolte in questa operazione», dicono in una nota le segreterie regionali dei sindacati, «mentre altri due soggetti sono stati denunciati per complicità o presunta tale». Dei due giovani tratti in arresto si sa solo che sono un maggiorenne e una minorenne, e che hanno cercato di introdurre i telefoni con un sacchetto legato al drone.
«Vogliamo porre l’accento sulla professionalità di tutto il personale», evidenzia Nicola Di Felice, dell’Osapp, «ma non si può tacere sulla mancanza di strumenti tecnologici idonei ad evitare tali tentativi. Come segreterie regionali Osapp e Cgil lo abbiamo chiesto più volte e abbiamo ribadito l’importanza di acquistare strumenti idonei a evitare il ripetersi di tali eventi su tutto il territorio abruzzese».
In passato nel supercarcere di Villa Stanazzo sono stati scoperti sette cellulari nascosti nelle fogne. Ad aprile 2020, invece, fu trovata droga, destinata ai reclusi, nascosta nei pacchi di generi alimentari inviati dalle loro famiglie. A scoprirla fu sempre la polizia penitenziaria della casa circondariale che procedette al sequestro di circa 600 grammi tra hashish e cocaina destinati al consumo e allo spaccio. Il personale in servizio scoprì la sostanza stupefacente durante l’attività di controllo dei pacchi postali inviati a detenuti delle sezioni alta sicurezza da parte dei loro familiari. La droga era ben nascosta all’interno di salumi e formaggi contenuti in buste di plastica sottovuoto, ma non era sfuggita agli agenti che impedirono che potesse essere introdotta all’interno dei reparti detentivi per il consumo e lo spaccio. La Procura di Lanciano convalidò il sequestro avviando le indagini a carico di due detenuti delle sezioni alta sicurezza e dei loro familiari, residenti nel Napoletano.
La situazione di disagio e blocco degli spostamenti a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, che ha indotto l’amministrazione penitenziaria a vietare i colloqui dei detenuti con i propri congiunti, aveva comportato l’aumento dell’invio di pacchi postali da parte dei parenti. (s.so.)
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