Concessioni balneari, scambio di accuse

Polemica sul bando per 10 nuovi ombreggi. Soa: assurdo basarsi su un piano del 2011. La giunta: decide il dirigente
ORTONA. La Stazione ornitologica abruzzese (Soa) lancia l’allarme sulle conseguenze ambientali; i consiglieri comunali criticano le tempistiche; il Comune risponde. L’apertura a dieci concessioni demaniali marittime stagionali per cui lo stesso Comune ha pubblicato un avviso lo scorso 30 aprile per la presentazione delle domande che dovranno arrivare entro le 13 di domani, continuano ad essere fonte di polemica. Alle critiche ricevute dalla Soa e dai consiglieri comunali di minoranza Peppino Polidori, Giorgio Marchegiano ed Emore Cauti, di cui abbiamo dato conto ieri sul Centro, l’amministrazione comunale replica fornendo la propria versione.
DECIDE L’UFFICIO. «Il bando sulle concessioni demaniali stagionali, con la scelta dei tempi di pubblicazione e delle modalità di applicazione, è un atto che rientra nelle competenze gestionali dell’ufficio attività produttive e del suo dirigente. Tanto che l’amministrazione comunale non ha deliberato alcun atto di indirizzo in tal senso, visto che si tratta di un adempimento che ricorre ogni anno e che quindi rientra nella normale fase di gestione degli uffici». Queste le parole che giungono da Palazzo di città, da dove l’amministrazione del sindaco Leo Castiglione difende la propria posizione.
«RISPETTIAMO L’AMBIENTE». Anche per quel che riguarda la tutela dell’ambiente, visto che le concessioni sono localizzate in aree dunali vicino alla stazione di Tollo, dal Comune viene respinta ogni possibile ipotesi di scarso interesse in merito: «L’amministrazione comunale fin dal suo insediamento ha avviato un rapporto di collaborazione e di confronto con le associazioni di tutela ambientale del territorio per definire le politiche di salvaguardia per le riserve e le aree di pregio naturalistico. Per cui l’indirizzo in questo senso è sempre stato molto chiaro». Viene sottolineato come il nuovo piano demaniale, in fase di definizione e che presto arriverà in consiglio comunale, è stato rivisto anche tenendo conto delle peculiarità della zona nord e del rinnovato interesse per la flora e la fauna di quell’area. «Non possiamo accettare queste accuse che vanno indirizzate ad altri, noi auspichiamo invece di continuare la proficua collaborazione a tutela dell’area promuovendo un turismo sostenibile e a basso impatto ambientale».
PIANO DA RIVEDERE. Per queste discusse concessioni ci si basa, tuttavia, sul piano demaniale comunale risalente al 2011, che secondo la Stazione ornitologica abruzzese presenta delle problematiche. «Con cambiamenti climatici che stanno determinando l’innalzamento del livello marino, con i gravi problemi per la qualità delle acque lungo la fascia costiera del Comune che dovrebbero essere risolti come priorità, con le specie delle dune - dal fratino al rarissimo giglio di mare - sempre più rare, un’amministrazione coscienziosa avrebbe immediatamente cercato di cambiare un piano sbagliato, invece di darne applicazione con un eccesso di zelo degno di miglior causa».
MISURE GENERICHE. La Soa evidenzia infine la genericità delle misure per mitigare l’impatto: «Non si individuano in maniera dettagliata le fasce di duna che teoricamente andrebbero salvaguardate all’interno delle concessioni visto che sono tutelate almeno sulla carta da diverse leggi, quando basterebbe fare dei rilievi di campo e un rapido esame con le foto aeree», concludono dall’associazione, aggiungendo anche che «non si prevedono le urgenti opere di rinaturalizzazione, quando basterebbe non disturbare per qualche anno i tratti interessati per migliorare ulteriormente la qualità naturalistica dell'ambiente dunale».
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