Concessioni sui lidi, niente proroga al 2033

26 Aprile 2020

Vasto. Passa la risoluzione di centrosinistra e M5S: «Vanno valutati i requisiti». No del centrodestra

VASTO. Le concessioni demaniali non verranno prorogate d’ufficio fino al 2033, ma solo previa ricognizione dei requisiti oggettivi e soggettivi delle attività che insistono sul demanio marittimo. Lo ha deciso il consiglio comunale che ha approvato, con i voti del centrosinistra e del Movimento 5 stelle, una risoluzione che prevede un percorso amministrativo ben definito. Il documento viene, però, duramente contestato dalla opposizione, che si è vista rigettare una proposta presentata da Alessandra Cappa e Davide D’Alessandro della Lega, ma condivisa e sostenuta anche dai consiglieri Alessandro D’Elisa, Guido Giangiacomo, Edmondo Laudazi, Francesco Prospero e Vincenzo Suriani.
«Il rinnovo fino al 2033 è previsto da una legge la n.145 del 2018», commentano gli esponenti del centrodestra, «avevamo avanzato la proposta di proroga perché, benché i balneatori vastesi abbiano legittimamente presentato le relative richieste presso l’ufficio comunale competente, le stesse giacciono senza ottenere la dovuta risposta. La maggioranza ha rigettato la proposta menando il can per l’aia, e palesando, al contempo, la contrarietà ideologica nei confronti di quelle categorie che, usando le parole del sindaco Francesco Menna, sono considerate delle “rendite di posizione”. Da notare ormai l’evidente appiattimento del M5S sulle posizioni del primo cittadino. Non è un bello spettacolo, soprattutto per gli elettori del Movimento, nettamente contrari all’operato di questa sconcertante amministrazione».
Diversa la tesi sostenuta dalla maggioranza. «Con una proroga tout court d’ufficio, senza alcuna ricognizione dei requisiti oggettivi e soggettivi, così come avrebbe voluto il centrodestra, si sarebbero esposti gli operatori locali ad eventuali revoche, annullamenti o denunce», ribatte il sindaco, «sta a cuore a tutti il futuro delle concessioni balneari di Vasto e degli operatori locali che, purtroppo, devono combattere anche contro un periodo infelice. Per recuperare gli investimenti fatti ci vorrebbe una proroga ben più ampia dei 15 anni, e andrebbero inseriti anche sistemi di remunerazione e liquidazione economica sostanziosi dell’avviamento soggettivo e oggettivo, nella malaugurata ipotesi di gara. Siamo in attesa di chiarimenti del governo per dare quella certezza agli operatori che va oltre la debole proroga d’ufficio».
«Abbiamo avviato la ricognizione dei requisiti oggettivi e soggettivi delle attività che insistono sul demanio marittimo, attività preliminare all'estensione temporale delle concessioni», aggiunge l’assessore Paola Cianci, «la strumentalizzazione politica a cui abbiamo assistito nel corso del consiglio comunale da parte del centrodestra non dovrebbe trovare spazio nell'ambito di una questione seria che investe un settore strategico per l'economia della nostra città e di tutto il Paese».
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