Concessioni sulle dune, volano le accuse

Ortona. Schiazza denuncia: solita politica vecchio stampo. Il sindaco: tutto in regola, vada in procura
ORTONA. L’avviso pubblico sulle concessioni demaniali marittime stagionali ha scatenato un vortice di polemiche che non si placano. Ad infiammare ulteriormente la discussione ci ha pensato la consigliera di minoranza, Simonetta Schiazza, dopo le parole della dirigente dell’Ufficio tecnico Milena Coccia, interpellata durante l’ultimo consiglio comunale affinché venissero chiarite alcune questioni. «Il bando sulle concessioni demaniali stagionali, con la scelta dei tempi di pubblicazione e delle modalità di applicazione, è un atto che rientra nelle competenze gestionali dell’ufficio attività produttive e del suo dirigente. Tanto che l’amministrazione comunale non ha deliberato alcun atto di indirizzo in tal senso», aveva affermato il sindaco Leo Castiglione nei giorni scorsi. I consiglieri di minoranza hanno quindi voluto conferme di queste parole proprio dall’ingegner Coccia: «Quando doveva chiarire su chi avesse “sponsorizzato” il bando», sottolinea Schiazza, «lei ha dichiarato testualmente “Da gentil donna, la prego di farmi finire qui!”». Una frase che secondo la consigliera è inequivocabile, dimostrazione «che questa amministrazione ha definitivamente abbandonato lo slogan della campagna elettorale “uno di voi” per riportare in auge la politica vecchio stampo». Le parole di Schiazza hanno provocato l’inevitabile reazione da Palazzo di città, con il primo cittadino che invita la consigliera «a rivolgersi immediatamente all’autorità giudiziaria per appurare quanto da lei dichiarato, piuttosto che utilizzare gli organi di stampa come tribunale». Per Castiglione le affermazioni rilasciate dal membro dell’opposizione consiliare «sono gravi e lesive dell’immagine dell’amministrazione pubblica, sia della componente politica che di quella tecnica, e quindi della città». Il sindaco continua: «Dalla confusione di tutte queste parole, che dicono e non dicono e che insinuano solo sospetti ma non verità, si sta costruendo una macchina del fango volta a demonizzare l’operato dell’amministrazione. Inoltre», aggiunge, «le accuse lanciate dalla consigliera sono così gravi e infamanti che se ci fosse anche solo un minimo dubbio sarebbe suo dovere come rappresentante dei cittadini e come consigliere comunale formulare esplicita e formale denuncia alla Procura della Repubblica». Il primo cittadino è un fiume in piena nel sottolineare la limpidezza dell’operato: «La responsabilità di un consigliere comunale, sia esso di maggioranza o di opposizione», conclude, «è quella di tutelare gli interessi della collettività non solo a parole ma soprattutto con gli atti, per cui la consigliera dimostrasse alla città la veridicità delle sue dichiarazioni». (a.s.)
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