Condannato a tre anni per usura

29 Gennaio 2015

Ex direttore di finanziarie riconosciuto colpevole di aver danneggiato un imprenditore di Lanciano

LANCIANO. Agendo per conto di due finanziarie, la Sima e la Capitalfin srl avrebbe concesso crediti in favore di piccoli imprenditori in difficoltà e che non potevano più accedere ai crediti delle banche, applicando interessi usurari. «Formalmente applicava ai crediti interessi sotto il livello soglia», ha sostenuto l’accusa, «in realtà aveva tassi altissimi e tratteneva per sé almeno una quota pari al 10 della somma pattuita».

Così con l’accusa, ben 6 capi di imputazione di usura, è stato condannato dalla giudice Marina Valente a tre anni di reclusione con rito abbreviato Franco Celso, 66 anni, di Ortona ma residente a Francavilla. Celso figurava come ex direttore della finanziaria Sima, cancellata nell’aprile 2010 dall’albo delle società finanziarie, che è già finita in passato al centro di varie inchieste per usura. Anzi, Celso nell’ottobre scorso è stato condannato a Pescara, sempre con il rito abbreviato, a 3 anni e 8 mesi di reclusione sempre per usura quale ex direttore generale della Sima. Ad aprire questo processo a Lanciano la denuncia di un imprenditore che dal luglio 2006 al marzo 2009 sarebbe rimasto nella morsa di Celso. Che, secondo l’accusa, rappresentata in aula dal sostituto procuratore Rosaria Vecchi, «promuoveva e concedeva l’erogazione di prestiti da 4 mila fino a 50mila euro, ottenendo interessi usurari sproporzionati rispetto alla prestazione, pattuiti dalla parte offesa perché versava in stato di bisogno. In particolare», si legge nell’imputazione, «la somma veniva formalmente erogata pattuendo interessi inferiori al tasso di usura, ma in realtà veniva corrisposta una somma inferiore, trattenendo per sé una quota pari almeno al 10%, così determinando la corresponsione di interessi usurari a cui la parte offesa non riusciva a far fronte e che perciò la portava a fare altri patti con le stesse modalità». Ad esempio si legge che il 4 luglio 2007 Celso avrebbe concesso «formalmente 25mila euro con restituzione di 26.400 euro, con tasso di interesse determinato del 19.01% (tasso soglia di usura 19.32%) in realtà trattenendo per sé il 10 % (2.500 euro) con un tasso di interesse dell’81.46%». Oppure il 12 maggio 2009 ancora erogava formalmente 50mila euro con restituzione di 52.800 quindi tasso di 19.43, in realtà trattenendo 5mila euro, facendo così salire il tasso all’82.92%. Diverse le cifre e i casi ricostruiti dalla Procura, tramite assegni e documenti prodotti anche dalla vittima di Celso che in due casi avrebbe operato anche per conto di un’altra società finanziaria e in un caso facendo un prestito di 15mila euro, personalmente.

Teresa Di Rocco

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