Condannato dalla Corte dei conti dirigente se ne va in aspettativa

CHIETI. Lascia temporaneamente il Comune il dirigente Giuseppe Di Paolo che, 4 mesi fa, era stato condannato dalla Corte dei conti per i debiti lasciati dall’ex gestore della piscina comunale dello...
CHIETI. Lascia temporaneamente il Comune il dirigente Giuseppe Di Paolo che, 4 mesi fa, era stato condannato dalla Corte dei conti per i debiti lasciati dall’ex gestore della piscina comunale dello Scalo. Di Paolo ha chiesto un anno di aspettativa non retribuita «per motivi personali e familiari». La giunta comunale ha detto sì alla richiesta del dirigente a partire dallo scorso 1° marzo. E in Comune, adesso, restano 5 dirigenti perché Di Paolo non può essere rimpiazzato: Paolo Intorbida, Silvana Marrocco, Alfredo Angelucci, Franco Rispoli e Francesco Palumbo.
La richiesta del dirigente è arrivata il 12 febbraio scorso, cronologicamente dopo la condanna al risarcimento di 15mila euro nei confronti del Comune e dopo una delibera con cui il sindaco Umberto Di Primio e gli assessori hanno avviato il procedimento di recupero crediti. Sulla lettera del dirigente non si parla del caso della piscina: l’aspettativa è stata richiesta per altri motivi, così dice il documento.
Di Paolo era stato condannato perché, secondo la Corte dei Conti, avrebbe tenuto un atteggiamento troppo «blando» verso la Teate Splashing, ex gestore della piscina che fino al 2015 ha lasciato un buco da decine di migliaia di euro.
Secondo la sentenza di primo grado – contro la quale Di Paolo, assistito dall’avvocato Vincenzo Di Lorenzo, potrà fare appello – l’allora dirigente avrebbe fatto troppo poco per obbligare la Teate Splashing a versare le quote dei canoni e delle bollette e a fare i lavori previsti dagli accordi per quasi 1,5 milioni di euro: «Pur essendo, all’epoca dei fatti, dirigente del settore preposto a vigilare sulla corretta esecuzione del rapporto contrattuale con il gestore si è limitato a: contestare, blandamente, il solo mancato pagamento del canone annuo; richiedere assistenza al settore tecnico per effettuare un sopralluogo e verificare lo stato di tempestiva esecuzione, da parte del gestore privato, delle migliorie e delle opere prescritte dal contratto. A fronte del diniego di assistenza, opposto dal settore tecnico, Di Paolo non ha poi assunto nessuna altra iniziativa». (p.l.)

