Condannato lo scippatore seriale

Inflitti 4 anni e 3 mesi al giovane che strappava catenine dal collo delle signore
CHIETI. La mano ce l’aveva davvero lesta. In meno di 15 secondi riusciva a strappare dal collo delle vittime, scelte con cura tra le signore di una certa età, preziose catenine d’oro.
A Chieti e dintorni ha operato diverse volte, fino a quando sul suo cammino non ha trovato gli uomini della squadra mobile della questura che lo hanno arrestato. E ieri Giuseppe Carbè, ventuenne originario di Avola in provincia Siracusa, si è presentato davanti al giudice Antonella Redaelli. Il suo avvocato, Giovanni Ladisi, ieri sostituito dall’avvocato Antonello Remigio, aveva chiesto il rito abbreviato che si è concluso con una condanna a quattro anni e tre mesi di reclusione ed una multa di 800 euro. Il pubblico ministero Giancarlo Ciani aveva chiesto sei anni più 1.500 euro di multa. L’avvocato Remigio ha anche presentato domanda per sostituire gli arresti domiciliari con una misura meno afflittiva e il giudice si è riservato la decisione.
Il ventunenne era accusato di rapina e lesioni per avere strappato dal collo di quattro signore, in quattro diverse circostanze, collane d'oro e ciondoli, dandosi poi alla fuga. I fatti si sono verificati fra la fine dello scorso mese di agosto e i primi giorni di settembre del 2016. In un caso la vittima riportò escoriazioni multiple al collo ed un trauma contusivo ad una spalla. In due circostanze inoltre, secondo l'accusa, il giovane ha potuto contare su un complice che lo attendeva in auto, ma che è rimasto sconosciuto alle forze dell’ordine.
La prima aggressione si verificò il 28 agosto in via San Francesco da Paola in prossimità del Sert. La seconda due giorni dopo in via 123° Fanteria. Il terzo episodio, quello più dubbio, si sarebbe verificato il primo settembre in via D’Aragona e unl quarto in via Carusi, una traversa di viale Europa il 4 settembre. La quinta rapina fu messa a segno a Sambuceto.
Il giovane era solito agire a volto scoperto. Secondo gli agenti della Mobile, diretti da Francesco Costantini, era solito pedinare le vittime e poi aggredirle improvvisamente alle spalle in luoghi il più possibile isolati. Sceglieva donne di età compresa tra i 60 e gli 80 anni a cui strappava le catenine d'oro dal collo. Provocando anche delle lesioni. Le indagini sono state complicate, ma alla fine l’autore delle rapine è stato inchiodato. I poliziotti sono arrivati alla sua identificazione sia attraverso la descrizione fornita da alcune vittime e attraverso la targa di una Fiat Stilo notata dal comandante della stazione dei carabinieri di San Giovanni Teatino, il maresciallo Luigi Sicignano. (a.i.)

