Condannato per le tangenti bluff

Due anni per calunnia a Di Lorenzo. Il giudice: è il corvo che accusò di corruzione i vertici della piscina
CHIETI. Due anni di reclusione e 4 mila euro di risarcimento a ciascuna delle due parti civili per averle calunniate accusandole di aver pagato una tangente da 50 milioni a un pesonaggio eccellente del Comune. La pena inflitta dal giudice, Patrizia Medica, a Fernando Di Lorenzo, 67 anni di Chieti, difeso dall’avvocato Graziano Benedetto, non è soft, anche se il pm, Marika Ponziani, aveva chiesto di più: due anni e tre mesi. La sentenza di condanna è stata letta al termine di un processo che ha visto sfilare nell’aula del tribunale ex assessori ed ex sindaci. Persino Nicola Cucullo, che ha da poco festeggiato il suo 84esimo compleanno, ha rischiato di testimoniare, ma alla fine le parti hanno rinunciato a sentirlo. La vicenda è davvero paradossale. I fatti sono questi: il 13 agosto del 2010 un anonimo invia alla Guardia di Finanza una raccomandata in cui scrive che, nel 2001, presidente e vicepresidente della società che gestisce la piscina comunale avrebbero pagato 50 milioni di lire al Comune. Chi è il corvo che, dopo ben 9 anni, si ricorda di denunciare una presunta mazzetta? Per la procura è Di Lorenzo, ex collaboratore dell’Asd Teate Splashing.
Lo accusano, stando agli atti, la grafia della firma sulla ricevuta della raccomandata e soprattutto il video della telecamera che lo riprende nell’ufficio postale. Prove schiaccianti, per il pm, che dimostrano la calunnia nei confronti di Gianfranco Puddu e Fiorella Bissichini, assistite dal legale di parte civile Sabatino Ciprietti. Dal canto suo, l’avvocato Benedetto ha annunciato già da ora che farà appello per «l’iniqua sentenza».

