Condannato per minacce al vicino
Mozzagrogna, spara col fucile in aria perché lo sveglia con l’abbaiare dei cani
MOZZAGROGNA. Spara un colpo in aria con il fucile dopo aver minacciato il vicino, “reo” di svegliarlo tutte le mattine alle 6 con l’abbaiare dei cani, e viene condannato a 20 giorni di reclusione, pena sospesa. È finito con un processo penale e una condanna il gesto inusitato e violento, anche se spinto dall’esasperazione, di un uomo di 56 anni di Atessa ma residente a Mozzagrogna, A.M., che dopo aver minacciato il vicino di casa avrebbe sparato, come a voler rafforzare il peso della minaccia, un colpo in aria con un fucile regolarmente detenuto. Come emerso in aula, pare che l’imputato tutte le mattine alle 6 venisse regolarmente svegliato dall’abbaiare dei cani suoi e di tutto il vicinato, che si sgolavano al passaggio del cane portato a spasso dal vicino. Questi, appena rientrava dal turno di notte in Sevel, prima di addormentarsi portava l’amico a 4 zampe a sgambettare. Con conseguenze che A.M., sotto le coperte, proprio non gradiva. L’imputato avrebbe provato a chiedere al vicino di non passare con il cane nella zona, ma invano. Così la mattina del 18 dicembre 2013, lasciate le calde coperte a causa dell’ennesimo risveglio traumatico, A.M. si sarebbe affacciato da casa propria imbracciando un fucile e minacciando il vicino («Domani mattina ripasso con i cani e te ne abbatto uno») ed esplodendo un colpo in aria. La sua condotta è stata denunciata ed è finito a processo per minacce aggravate e “accensioni ed esplosioni pericolose”. Dopo alcune udienze la condanna del giudice onorario Stefania Cantelmi a 20 giorni di reclusione, pena sospesa. La sentenza sarà appellata dall’avvocato dell’uomo, Sandro Mammarella. Un ricorso necessario, spiega l’avvocato, perché la minaccia c’è stata, ma secondo la difesa non è stato sparato alcun colpo tanto che i carabinieri, intervenuti dopo nemmeno un’ora, analizzando il fucile avrebbero rilevato che non aveva sparato. Insomma quel che colpisce è l’ennesima lite tra vicini, fortunatamente non finita con un dramma, anche se gli ingredienti c’erano tutti: rabbia, esasperazione e un fucile a portata di mano. (t.d.r.)
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