Condanne milionarie, fondi presi dalle scuole

18 Dicembre 2016

Il Comune deve pagare 3,8 milioni sugli espropri per opere mai realizzate La Celdit perde 201.300 euro per la sicurezza, la Mezzanotte 110mila

CHIETI. Senza soldi per rimediare al pasticcio di debiti fuori bilancio da quasi 4 milioni di euro, il sindaco Umberto Di Primio taglia fondi a destra e a manca a cominciare da quelli per la sicurezza nelle scuole. La gatta da pelare arriva sui banchi del consiglio comunale di domani sotto forma di due delibere di accertamento, riconoscimento e finanziamento di debiti fuori bilancio. La prima riguarda una vicenda che risale al 1990 quando il Comune espropria un terreno a Santa Filomena per costruirvi una rimessa filoviaria che però non verrà mai realizzata. L’avvocato Biase Mezzanotte ha chiesto e ottenuto la condanna dell’ente per il danno che gli è stato procurato, quantificato in 2.992.217 euro. «Preso atto dell’impossibilità di finanziare il debito con maggiori entrate o riduzioni di spesa corrente», si legge nella delibera, «applicazione di eventuale avanzo libero di amministrazione, dell’inesistenza di proventi derivanti da alienazioni patrimoniali e di trasferimenti di capitali dallo Stato o da altri enti», non è rimasto altro che tagliare un po’ ovunque.

Per quanto riguarda le scuole la delibera chiede di utilizzare per coprire il debito i 201.300 euro previsti per la riduzione della vulnerabilità sismica della scuola elementare Celdit e i 148.630 euro destinati ad interventi di manutenzione straordinaria degli edifici scolastici in generale.

E poi c’è il secondo debito fuori bilancio che, seppure di minore entità, contribuisce a drenare ancora risorse. Anche in questo caso all’origine c’è un esproprio giudicato illegittimo. Nel 2015 il Comune è stato condannato al risarcimento di 845.713 euro nei confronti di Tommaso Valignani e delle due comproprietarie Maria Assunta D’Onofrio e Anna Mancini. Anche in questo caso per finanziare il debito il Comune dice che non ha a disposizione maggiori entrate, spese da ridurre, avanzi liberi di amministrazione, somme derivanti dalla vendita di immobili né tanto meno trasferimenti da parte di altri enti e che, dunque, deve riprendere somme destinate ad altro. Come i 110.000 euro che dovevano essere utilizzati per adeguare la sede della scuola media Mezzanotte, i 118.000 euro che dovevano servire per quella della media De Lollis e i 22.945 euro che servivano per l’intervento alla Chiarini. Ovviamente i soldi per coprire i due debiti vengono drenati anche da numerosissimi altri interventi cittadini di minore portata: da strade, sottoservizi, illuminazione, sistemazione del verde, dissesto idrogeologico e via dicendo.

Le due delibere non sono passate sotto silenzio tra i banchi dell’opposizione. «La domanda è: si può demandare alla sicurezza nelle scuole?», chiede Luigi Febo (Pd). «Di certo non possono essere gli studenti, i professori, il personale non docente ad essere, ancora una volta, penalizzati dal disastro finanziario del Comune». «È inconcepibile che a fronte di giudizi così vecchi, uno dei quali risalente addirittura agli anni ’90, sebbene conclusi solo di recente, e di somme così ingenti, il Comune non abbia mai previsto adeguati fondi vincolati per il pagamento delle somme in caso di soccombenza», sottolineano i due consiglieri 5 Stelle, Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo. Infine per il capogruppo dell’Altra Chieti Enrico Raimondi i consiglieri non hanno avuto neanche il tempo per approfondire il contenuto delle due delibere.