Confindustria presenta l’asso Di Vincenzo

I nomi depositati dalle organizzazioni di categoria per formare il Consiglio che dovrà eleggere i vertici dell’ente, proiettato alla fusione con Pescara
CHIETI. Scade oggi il termine per presentare da parte delle organizzazioni di categoria i nomi che andranno a formare il Consiglio della Camera di commercio di Chieti che a sua volta dovrà eleggere la giunta di 9 elementi e il nuovo presidente. Lo ha deciso la Regione che il 9 dicembre ha mandato una Pec a tutte le organizzazioni e dato 30 giorni di tempo per presentare i 28 nominativi: uno o più di uno a seconda del numero di iscritti di ogni sodalizio, pena il commissariamento.
Una nuova composizione dell’ente che si pone come primo obiettivo quello di fusione delle due Camere di Chieti e Pescara. Operazione in qualche modo imposta dal fatto che gli enti camerali che non raccolgono 80mila aziende andranno in crisi di bilancio. L’operazione avrebbe dovuto farsi a novembre ma è stata rimandata a causa di una non condivisione del progetto di fusione. E perché all’interno di Confindustria, c’è stato qualche problema nel proporre il suo candidato presidente.
Per eleggere il presidente nelle prime due votazioni ci vuole la maggioranza dei due terzi, frazione impossibile da raggiungere anche dalla organizzazione più forte e anche con tutti gli apparentamenti immaginabili. Tuttavia alla terza votazione sarà la maggioranza semplice (50 più 1) a eleggere il nuovo vertice, 15 voti che comunque richiedono accordi pre elettorali. É per questo che di fronte al colosso Confindustria che esprimeva 8 seggi, oggi 6, che alcune associazioni si sono unite e formato la Rete imprese Italia delle varie associazioni artigianali, di Confesercenti e Confcommercio.
Questi i nomi proposti (manca qualche organizzazione).
Confidustria: Roberto Di Vincenzo, figlio dell’imprenditore Dino Di Vincenzo per dieci anni presidente dell’ente camerale, il nome che più si presta alla carica di promotore della fusione, perché un figlio di Chieti ma con interessi da sempre a Pescara; Angelo De Cesare, imprenditore storico, il più restio alla fusione delle due Camere e che per questo motivo di “campanile” non è proprio gradito come presidente dagli stessi industriali; Marco Mari (Denso), Nicola Argirò (Piccola industria San Salvo); Enrica Chiacchiaretta, figlia dell’imprenditore dei trasporti e che soddisfa le esigenze di quote rosa così come Eliana Rocca, della Valagro. Ci sono due riserve nel caso in cui Confidustria dovesse vincere il ricorso contro la riduzione dei seggi da 8 a 6: Riccardo D’Alessandro della Galeno e Marcello Dassori (Assovasto).
Uni-Pmi: Fabio Travaglini e Danilo Cavaliere. Cna: Letizia Scastiglia, Francesco Angelozzi, Dario Buccella. Confcommercio: Marisa Tiberio, Roberto Di Cicco, Danilo Impicciatore. Confesercenti:Francesco Menna, Alessandra Carulli, Lido Legnini. Uil: Mario Miccoli. Upa-Clai: Federico Del Grosso. Cia Nicola Antonio Sacchetti, Ottaviano Alfonso.(k.g.)
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