Confindustria punta alla svolta tecnologica

8 Marzo 2018

Lezione di Puksic a una platea di 80 imprenditori, Pagliuca: vogliamo eliminare i metodi burocratici

CHIETI. Oltre 80 imprenditori radunati nella sede di Confindustria Chieti-Pescara per ascoltare la lezione di Simone Puksic, presidente della Insiel spa e Assinter, l’associazione delle società per l’innovazione tecnologica nelle Regioni. È stato un successo il format “90 minuti con….”, curato dal vice presidente vicario di Confindustria Chieti-Pescara e manager di Fastweb Silvano Pagliuca. Durante l’incontro di martedì, si è fatto il punto con Puksic sullo sviluppo della società digitale in Italia e dalla sua testimonianza sono emersi importanti spunti per consentire alla macchina della pubblica amministrazione abruzzese di decollare verso una digitalizzazione vera.
Agostino Ballone, presidente Confindustria Abruzzo, ricorda che «la digitalizzazione è un argomento molto sentito dal mondo delle imprese. Il rapporto della imprese con la pubblica amministrazione è a duplice valenza: da un lato le opportunità di sviluppo insite negli strumenti pubblici, dall’altro purtroppo i tempi lunghi della pubblica amministrazione che si traducono in zavorre e costi per le imprese».
Con Puksic al timone, Insiel è diventata in Friuli Venezia Giulia il punto di riferimento per la pubblica amministrzione e per i cittadini, nell’attuazione dell’agenda digitale e dei progetti di informatizzazione nazionale, con 2600 chilometri di cavi di fibra ottica, 26.000 caselle email gestite, 1.925 server virtuali, 207 comuni in convenzione.
«Ho invitato Puksic», dice Pagliuca, «perché insieme a lui volevo cercare di capire come “copiare” questa bellissima realtà digitale del Friuli Venezia Giulia e rendere l’Abruzzo migliore. Insomma ero in cerca di una contaminazione positiva. Alla luce dell’incontro direi pienamente riuscita. Parlare di digital transformation è improrogabile. Quello che serve è una digitalizzazione per l’uomo che faccia viaggiare le informazioni, non le persone, ma è necessario diffondere la cultura. Siamo un paese a forte degiovanimento, ma, se consapevoli, sapremo formare anche la parte debole del Paese. Vogliamo sburocratizzare», conclude Pagliuca, «non annullando la burocrazia, intesa come organizzazione di persone e risorse pubbliche che ha il fine di organizzare le cose con criteri giustamente sottoposti a trasparenza e imparzialità, ma eliminando i metodi arcani in uso».