«Conflitti d’interesse in Comune: atti all’Anac»
VASTO. “Casi di familismo o conflitti di interessi in Comune? Il sindaco trasmetta gli atti all’Anac per un parere giuridico inconfutabile in materia di trasparenza e di anticorruzione». È di questo...
VASTO. “Casi di familismo o conflitti di interessi in Comune? Il sindaco trasmetta gli atti all’Anac per un parere giuridico inconfutabile in materia di trasparenza e di anticorruzione». È di questo tenore la proposta di delibera presentata da cinque consiglieri di minoranza in vista dell’assemblea civica in programma oggi alle 9 in prima convocazione, ma destinata a slittare a domani, sempre alla stessa ora. Su assunzioni, incarichi, nomine, conflitti di interesse e familismo si sono concentrati Davide D’Alessandro, Alessandro D’Elisa, Guido Giangiacomo, Edmondo Laudazi e Vincenzo Suriani. Secondo gli esponenti dell’opposizione consiliare «c’è un uso non sempre corretto delle risorse pubbliche che, spesso, vengono erogate senza un’attenta valutazione di quelli che sono gli effettivi ritorni per la collettività in termini di posti di lavoro o di un incremento dell’economia locale; e si ricorre spesso alla trattativa privata, senza che vi sia un adeguato sistema di controllo in grado di verificare che questi investimenti raggiungano lo scopo di offrire reali opportunità a tutti i cittadini, anche sotto il profilo delle occasioni lavorative, per fornitura di beni o prestazione di servizi». D’Alessandro, D’Elisa, Giangiacomo, Laudazi e Suriani ritengono urgente «la gestione trasparente e corretta del pubblico denaro, dei concorsi e dell’affidamento degli incarichi amministrativi, compreso quelli dirigenziali, che è spesso stata oggetto di procedure poco trasparenti, apparse finalizzate al consolidamento di rendite di posizione politica, e alla quadratura degli equilibri amministrativi della maggioranza». La loro proposta è di «trasmettere tutti gli atti all’Anac ogni qualvolta venga fatta rilevare da almeno un gruppo consiliare l’esistenza di un conflitto d’interesse, al fine di avere un parere giuridico inconfutabile in materia di trasparenza ed anticorruzione». (a.b.)
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