CONFRONTO CON ATESSA

24 Gennaio 2017

LANCIANO. Dopo l’indagine del Centro sull’Informagiovani di Atessa, che dimostra l’utilità di questo “sportello” nel fornire servizi e opportunità di lavoro alle giovani generazioni, il movimento...

LANCIANO. Dopo l’indagine del Centro sull’Informagiovani di Atessa, che dimostra l’utilità di questo “sportello” nel fornire servizi e opportunità di lavoro alle giovani generazioni, il movimento CasaPound lancia un j’accuse contro il Comune di Lanciano: «I dati del centro di Atessa dimostrano l’importanza del servizio. Il Comune provveda alla riapertura». L’Informagiovani di Lanciano (nella foto all’epoca in cui era aperto) è chiuso a tempo indeterminato, dopo una lunga agonia, da luglio scorso. «I risultati assai significativi ottenuti dallo sportello Informagiovani di Atessa nel contribuire a sanare la piaga della disoccupazione giovanile in terra frentana», afferma Marco Pasquini, responsabile lancianese di CasaPound, «dimostrano in maniera inequivocabile il valore che questo servizio ricopre per la cittadinanza. Pertanto, la sospensione a tempo indeterminato del medesimo servizio nel Comune di Lanciano è agli occhi nostri e di tutti i cittadini lancianesi ancora più sconcertante». Ad Atessa, nel 2016, ci sono stati più di mille contatti con i due Informagiovani (Piazzano e Centro), alcuni dei quali si sono trasformati anche in posti di lavoro. Pasquini così continua: «La scelta di lasciar spegnere, dopo una lunga agonia, un servizio che aveva saputo segnalarsi come eccellenza a livello nazionale, in una fase poi dove assistiamo a una recrudescenza della disoccupazione tra i giovani dimostra quanto poco l’amministrazione Pupillo, ormai nel pieno del suo secondo mandato, abbia a cuore la sorte dei giovani lancianesi in cerca di lavoro. Riteniamo sia opportuno che il servizio venga al più presto riattivato e posto in condizione di operare in maniera efficace. Ci faremo portatori di una serie d’iniziative per far sentire la voce nostra e della popolazione su un tema di tale importanza come quello del lavoro». (m.d.n.)