Confronto su 190 esuberi «Dateci i lavori di terzi»

San Salvo. I contratti di solidarietà non possono più essere rinnovati ai lavoratori Appello di Di Cola (Cgil): molte attività oggi vengono svolte da personale esterno
SAN SALVO. Solidarietà e flessibilità alla Pilkington sono state per molti anni la panacea anti esuberi. L’ultimo anno di solidarietà terminerà il 31 agosto 2018. La legge pone infatti limiti: la solidarietà non può essere ripetuta più di tre volte a quinquennio. Fra un anno e tre mesi la solidarietà che per più di un lustro ha aiutato l’azienda a rispondere in modo meno traumatico agli affanni del mercato non potrà più essere un salvagente. «È necessario cominciare da subito a cercare un rimedio», dicono i sindacati. Mercoledì Rsu e rappresentanti provinciali hanno avviato il confronto con l’azienda per trovare nuove soluzioni ed evitare 190 licenziamenti. Il programma presentato all'azienda è composto da 4 capitoli: investimenti, pensionamenti, lavorazioni esterne e rete impresa.
Investimenti. «Abbiamo chiesto alla società progetti di miglioramento tecnologico e prodotti che riescano a vincere la competitività del mercato. La concorrenza delle fabbriche dell’Est è forte. Occorrono nuovi prodotti di qualità. Ottimizzare le lavorazioni e incrementare le produzioni. A San Salvo vanno sviluppati prodotti nuovi dal punto di vista tecnologico», ha spiegato Emilio Di Cola (Cgil). «La partita del mercato è importante e altrettanto importante è riuscire a produrre prodotti competitivi nella fabbrica di Piana Sant’Angelo», rimarca Di Cola.
Riforma delle pensioni. Un grande aiuto potrebbe arrivare dalla riforma del mercato pensionistico che potrebbe anticipare lo stop lavorativo per diversi dipendenti. In discussione attualmente in Parlamento la possibilità per chi ha raggiunto 41 anni di contributi di andare in pensione. Se così fosse dai 190 esuberi potrebbero essere cancellate diverse posizioni.
RIcorso alle attività esterne. Al momento Pilkington affida diverse attività all'esterno, per esempio il trasporto dei materiali. Le Rsu hanno chiesto di verificare se le attività affidate ad altri possono essere eseguite dai dipendenti Pilkington. «I lavoratori potrebbero essere in grado di fare molte cose che vengono affidate terzi», rimarcano i sindacati.
Rete imprese. Questo è un punto importante del pacchetto di proposte e potrebbe far scendere gli esuberi da 190 a 150. «La proposta è cogliere i vantaggi della sinergia con i due stabilimenti satellite Primo e Bravo. Se le due aziende hanno bisogno di assumere i lavoratori in esubero alla Pilkington potrebbero essere spalmati fra Primo e Bravo», dice Di Cola. I sindacati dopo un primo confronto avvieranno un’attività di monitoraggio fra i lavoratori per verificare come e dove intervenire.
La dirigenza. Graziano Marcovecchio, presidente di Pilkington Italia, si è dimostrato come sempre disponibile a trovare una soluzione che salvi i livelli occupazionali. Marcovecchio ha più volte ribadito che la solidarietà è stata la formula migliore per mantenere inalterati i livelli occupazionali. Non a caso il presidente più d0una volta si è battuto per la riproposizione integrativa. Ad agosto 2015 il rinnovo della solidarietà evitò centinaia di licenziamenti. Lo stesso accadde ad agosto 2016. Da nove mesi la solidarietà interessa circa 350 lavoratori. La dirigenza della multinazionale nipponica ha ripetuto più volte che sarà cercata ogni strada per salvare i livelli occupazionali.

