Consigli comunali non convocati Il prefetto ora chiede spiegazioni

Gaetano Cupello scrive al presidente dell’aula, Luigi Febo, e sollecita chiarimenti dopo le proteste L’opposizione: «Interrogazioni e mozioni portate in discussione dopo 6 mesi mentre la città piange»
CHIETI. Il prefetto scrive al Comune per chiedere spiegazioni sul funzionamento del consiglio comunale, in seguito alla lettera inviata in prefettura dai consiglieri d’opposizione per denunciare un cattivo funzionamento della macchina consiliare. Il nuovo prefetto Gaetano Cupello decide di approfondire subito la situazione e, a soli quattro giorni dalla richiesta delle minoranze, invia una lettera al presidente del consiglio comunale Luigi Febo, sempre più sotto attacco, e per conoscenza anche al sindaco Diego Ferrara, al segretario generale Celestina Labbadia e alla consigliera Serena Pompilio (Azione politica) in qualità di prima firmataria della nota inviata dall’intera opposizione consiliare.
«Si prega di voler fornire utili elementi informativi», è la richiesta del prefetto in merito alle lamentele dei gruppi di minoranza. Gruppi che hanno parlato di carenza di riunioni consiliari, con mozioni e interrogazioni depositate e rimaste senza risposta. A seguito di questa situazione le minoranze hanno sollecitato «il ripristino delle attività di consiglio comunale». Dito puntato direttamente nei confronti del presidente Febo, alla guida di «un consiglio comunale sempre più sporadico con assenze sistematiche da mesi», si legge nella lettera inviata al prefetto, dove Febo viene definito «un presidente del consiglio distante».
Secondo l’opposizione «il consiglio comunale che dovrebbe essere un organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo a Chieti è completamente inesistente. Convocato solo in prossimità di scadenze finanziarie, senza programmazione e senza sistematicità. Guardando non molto lontano, ai Comuni a noi vicini, troviamo consigli attivi con cadenza settimanale con attività consiliari in movimento. A Chieti ci ritroviamo interrogazioni che dovrebbero essere trattate entro 30 giorni, portate in discussione dopo sei mesi, mozioni lasciate in letargo, ordini del giorno nel torpore nel mentre una città piange. Non mancano le iniziative dei consiglieri comunali ma rimangono nei cassetti chiusi a chiave. Eppure i problemi in città non mancano. Le ipotesi sono due: il presidente del consiglio è assente o le iniziative consiliari altrui danno fastidio. Ci si rivolge nuovamente al prefetto, questa volta neo-nominato, affinché si ripristinino le attività più democratiche quali quelle spettanti ai singoli gruppi politici con consigli comunali programmati».
E intanto ieri c’è stata una seduta consiliare interamente dedicata alle interrogazioni della minoranza. Una seduta scivolata via in fretta, anche se dai nervi tesi, vista la presa di posizione contro il presidente Febo anche da parte di alcuni esponenti di maggioranza, come il capogruppo della civica Chieti c’è Vincenzo Ginefra.
L’atteso consiglio comunale sul bilancio è stato invece fissato per il 13 novembre.

