Consigliera comunale di Bologna insultata e minacciata in spiaggia

1 Settembre 2022

Porpora Marcasciano, transgender, eletta con una lista civica, è attivista per i diritti delle persone trans  «Ho passato venti minuti di terrore in balìa di cinque balordi che mi hanno puntato un coltello contro»

LANCIANO. Insultata con offese omofobe e minacciata con un coltello da un branco di cinque ragazzi. È avvenuta su una spiaggia della Costa dei trabocchi l'aggressione denunciata sui social da Porpora Marcasciano, consigliere comunale a Bologna, trasgender e attivista per i diritti Lgbt. A sei giorni dall'episodio, accaduto il 24 agosto scorso, l'attivista ha trovato il coraggio di raccontare la violenza subita, ma non ancora di denunciarla alle autorità competenti. «Questa volta il “grido” non è un semplice slogan di denuncia, contro qualcuno o qualcosa, ma un grido di dolore personale e intimo perché mi riguarda», ha raccontato in un lungo post pubblicato martedì sul suo profilo facebook, «continuo a interrogarmi sul fatto che io ci sia ancora, che possa denunciare e, non so per quale profonda protezione, sono ancora qui a poter scrivere».
Marcasciano, 65 anni, racconta che era in vacanza «nella bellissima spiaggetta della costa Adriatica che frequento oramai da dieci anni quando il branco si è violentemente palesato senza darmi il tempo e il modo di pensare alla fuga». Sono iniziati «venti minuti di terrore, in balia di cinque balordi, in cui ho percepito impotenza, frustrazione, terrore». «Il capo branco», prosegue il racconto, «ha cominciato in modo soft, quasi gentile ad avviare un discorso che diventava man mano sempre più brutto, minaccioso, violento. Il gergo era quello omofobo con tutti gli epiteti di cui vi risparmio. Poi il brutto ceffo si è avvicinato, quasi a toccarmi e con un coltello continuava a ripetere che appena lo avessi sfiorato mi avrebbe tagliato la gola. Cercava l’appiglio ed io ero certa, certissima, che lo avrebbe trovato da lì a poco. La spiaggetta a quell’ora, le 2 del pomeriggio, era vuota e alcune presenze molto distanti da me. Non so dire ancora oggi, a distanza di 6 giorni, cosa mi ha permesso di essere qui a raccontarlo».
Tornata a Bologna dopo l'accaduto, Porpora Marcasciano non ha ancora denunciato l'aggressione del branco, come spiega: «Molti mi hanno chiesto di dirlo, di denunciare, ma a dire il vero non riuscivo e forse non riesco ancora a scrollarmi di dosso quella brutta sensazione che mi rende impotente. Eppure devo farlo, lo devo a tutte le persone vittime di questa assurda violenza diventata oramai endemica».
Nel suo sfogo pubblico l'attivista, che ha ricevuto attestati di solidarietà da tutta Italia, non ha voluto rivelare la località in cui è stata aggredita: «È troppo bella e tranquilla per essere inserita nella brutta cronaca». Ma, da quanto raccontato a pochi intimi, si tratterebbe della spiaggia della Foce, a Rocca San Giovanni. «Non ho ricevuto alcuna segnalazione o denuncia in merito», commenta il sindaco Fabio Caravaggio, «ma se effettivamente è accaduto qui, condanno in modo fermo il gesto».
La stessa Porpora, in risposta a un amico abruzzese che ha espresso rabbia e vergogna per quanto accaduto, ribadisce: «La vostra costa è e resterà bellissima. I balordi cercano di imbruttire quanto di faticoso si costruisce ma la Resistenza sta nella capacità di respingerli. Amo la vostra terra che sento mia, continuerò a passarci i momenti belli come fatto fino a ora».
©RIPRODUZIONE RISERVATA