Consigliere pulisce il marciapiede

12 Ottobre 2014

Di Labio: città sporca, nessuno controlla la ditta dello spazzamento

CHIETI. Giubbotto catarifrangente e zappa in mano per liberare dalle sterpaglie i marciapiedi e le grate che raccolgono l’acqua piovana in via Tiburtina, in località Brecciarola. Gianni Di Labio, capogruppo del Popolo di Chieti, si trasforma in operaio cantoniere e spara a zero contro l’apparato dirigente del Comune oltre che contro la società, Cns-Formula Ambiente, deputata a pulire quotidianamente la città.

«Chieti è sporca», attacca Di Labio, «e chi dovrebbe controllare l’operato della ditta appaltatrice del servizio non lo fa». Meglio, quindi, armarsi di coraggio e scegliere la strada del “fai da te” in una zona attraversata ogni giorno da circa 30 mila veicoli. Questi i numeri dell’ex Tiburtina Valeria, strada di competenza dell’Anas. Ma i marciapiedi laterali realizzati nel tratto che in passato ospitava la Fornace, sono del Comune. «Su questa arteria che rappresenta la porta d’ingresso della città, transitano 60 macchine al minuto», afferma Di Labio, «e ben tremila veicoli l’ora. È chiaro che meriterebbe maggiore attenzione dall’ente». Specie per la pulizia dei marciapiedi soffocati da erbacce. E invece prevale l’incuria. Tanto che il consigliere Di Labio, spalleggiato da Roberto Sambenedetto, presidente onorario del Popolo d’Abruzzo, ieri ha deciso di passare dalle parole ai fatti. Ha impugnato una zappetta e ha raggiunto la Tiburtina con tanto di carriola al seguito. Dopodiché ha trascorso diversi minuti a ripulire i marciapiedi lanciando una provocazione. «Invito i cittadini a riempire i moduli disponibili sul sito del Comune per tempestare l’ente di segnalazioni su ciò che non va in città». (j.o.)

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