Consiglieri in fuga, niente cittadinanza per Segre

3 Dicembre 2019

Cade il numero legale e la seduta dedicata alla testimone del nazismo si scioglie Via libera alla vendita dei parcheggi al Megalò, lite sui percorsi di filovia e bus

CHIETI. Consiglieri comunali in fuga ieri al momento di votare la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, senatrice a vita sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz e testimone dell’orrore nazista. Troppo pochi i consiglieri presenti in aula per votare la delibera: se n’è accorto Mario De Lio, consigliere Udc, che ha chiesto la conta e la seduta è stata sciolta per mancanza del numero legale: la discussione sul riconoscimento a Segre, proposto dai consiglieri di maggioranza Nicoletta Di Biase (Identità teatina), Stefania Donatelli e Nicola Rapposelli di Fratelli d’Italia, Franco Di Pasquale e Donato Tacconelli delle liste civiche di centrodestra e Mario Troiano (gruppo misto), è slittata a domani, dalle 9. «La mozione vuole essere un invito a una attenta lettura della storia, senza distinzione di colore e, soprattutto, alla tolleranza e al rispetto della democrazia», così recita la proposta dei 5 consiglieri. È passato a domani anche il voto sulla proposta del consigliere della Lega Marco Di Paolo di dedicare il Pala Santa Filomena a Nicola Torello, scomparso il 9 maggio scorso all’età di 95 anni, storico rappresentante della pallamano teatina e anche lui testimone delle atrocità della Seconda guerra mondiale.
La maggioranza del sindaco Umberto Di Primio si conferma risicata: bastano un pugno di assenze e le riunioni di consiglio si interrompono. È successo anche ieri durante una seduta all’apparenza ordinaria tra ratifiche di provvedimenti di giunta e riconoscimenti. Prima del rompete le righe, la maggioranza è riuscita a blindare la vendita degli 859 posti auto pubblici all’interno del parcheggio del centro commerciale Megalò alla società per un importo di 1,3 milioni: un modo per fare cassa visto che l’introduzione dei parcheggi a pagamento sull’area comunale si è rivelata una manovra a perdere. «L’attività di valorizzazione attraverso la messa a pagamento», si legge sulle carte comunali, «non ha dato i risultati sperati. In particolare, non si sono generate le entrate preventivate a differenza di quanto previsto nel piano economico finanziario 2018-2023 predisposto e fatto asseverare da Teateservizi e approvato dal consiglio comunale. Inoltre la stessa società e il dirigente del 5° settore del Comune hanno evidenziato come tale attività risulti essere anti economica». Una scelta obbligata quella dell’amministrazione Di Primio per dare una boccata di ossigeno ai conti del Comune.
Ma l’idillio nel centrodestra è durato poco e già sulla proposta di modifica delle linee urbane del filobus 1 e 1/ e dei bus 2, 3, 3/ e 7 – cioè allungare i collegamenti dal centro e dai quartieri fino al Megalò e al centro commerciale Centauro – sono tornati i veti interni alla maggioranza: anche i cambiamenti delle corse della filovia e dei pullman sono diventati motivo di lite a distanza. Così, l’aula pian piano si è svuotata proprio prima di votare la cittadinanza a Segre che, dice la mozione, «con la sua opera di testimonianza continua a tenere viva la memoria delle atrocità commesse ai danni di milioni di innocenti». Lo stesso consiglio comunale, l’8 novembre scorso, aveva deciso di ricordare, con una targa in piazza Martiri delle foibe, Norma Cossetto, studentessa istriana, figlia di un dirigente fascista, torturata e violentata e infine vittima della foiba di Villa Surani nel 1943 all’età di 23 anni. In quella seduta il Pd aveva lasciato l’aula. Un gesto che aveva scatenato la reazione rabbiosa del sindaco: «È uno schifo quello che avete fatto», recita il resoconto stenografico della seduta. Poi Di Primio aveva detto 7 volte «mi fai schifo» e 4 volte «vergognati» all’indirizzo del consigliere Pd Alessio Di Iorio.
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