Consiglio infuocato sul nuovo Renzetti

Seduta straordinaria sulla sanità. Febbo: ritardi suo nuovi ospedali. Paolucci: quello di Lanciano sarà ospedale di 1° livello
LANCIANO. La questione dei fondi per la realizzazione del nuovo ospedale e i problemi del Renzetti con liste di attesa bibliche, difficoltà nei soccorsi essendoci una sola unità di 118, carenza di medici. La riconversione degli ex presidi come Casoli in case della salute e la necessità di implementare le cure domiciliari. Sono gli argomenti dibattuti nel consiglio straordinario sulla sanità svolto ieri alla presenza dell’assessore regionale Silvio Paolucci, dei consiglieri regionali Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri, del direttore sanitario Pasquale Flacco e di quello ospedaliero Marzia Mucci e delle associazioni come il Tribunale dei diritti del malato, l’Ared in difesa dei trapiantati e dializzati. Un consiglio infuocato in cui inizialmente anziché fare richieste univoche alla Regione di fondi e di aiuti per il Renzetti, maggioranza e opposizione si sono scontrate. Con la maggioranza di centrosinistra che ricordava i “disastri fatti sul territorio dal duo Zavattaro-Chiodi” come evidenziato dal vice sindaco Pino Valente «con il taglio della Asl di Lanciano-Vasto, 10 milioni di euro destinati al Renzetti scippati dalla giunta Chiodi, circa 100 posti letto tagliati», disastri che, ha aggiunto il consigliere Maria Saveria Borelli, «chiedono a gran voce un risarcimento per il territorio». Con la minoranza, “aiutata” da Febbo, impegnata a difendere i fondi dell’art. 20 da 371milioni di euro che Chiodi aveva destinato ai nuovi ospedali di Lanciano,Vasto, Sulmona, Giulianova, Avezzano e Penne e che servirebbero invece per il nuovo presidio di Chieti e all’attacco della Regione rea di sbandierare progetti che, ha detto Febbo, «non trovano concretezza in delibere che possono definirsi valide». La minoranza ha proposto, tramite il consigliere Manlio D’Ortona (Fi) anche una delibera che impegna il sindaco Pupillo a «riaffermare che il nuovo ospedale è un intervento strategico, di impegnarsi a proporre l’accordo di programma con stato, regione, provincia per valorizzare urbanisticamente il sito del Renzetti, per completare i fondi che con l’ex art. 20 sono di 52milioni di euro a fronte di un ospedale che costa 105milionidi euro». Il sindaco ha ribadito l’importanza di un nuovo presidio, facendo attenzione anche all’attuale, come detto anche da Paolucci. «Il nuovo ospedale, così come gli altri 5, saranno realizzati con i fondi ex art. 20», ha chiarito, «nemmeno un centesimo è stato distolto in favore del nuovo presidio di Chieti. Quindi basta discussioni sui fondi dell’edilizia sanitaria. Invece bisogna discutere del Renzetti in ragione anche del decreto Balduzzi che vuole un presidio di primo livello nelle zone con un bacino di utenza di 150mila. Che Lanciano avrà “inglobando” Atessa e Ortona. Il Renzetti diventerà ospedale di 1° livello e va sostenuto dal punto di vista strutturale ma anche del personale, se effettivamente è carente».
Teresa Di Rocco
©RIPRODUZIONE RISERVATA

