Consorzio Centro, niente elezioni

Il Tar accoglie la sospensiva chiesta da Petrucci contro il decreto della Regione
CHIETI. Doccia fredda su chi pensava che il prossimo 2 aprile potessero svolgersi le elezioni per il rinnovo degli organismi del Consorzio di bonifica Centro. Il Tar Abruzzo, infatti, ha accolto la sospensiva chiesta da Mauro Petrucci, Valerio De Francesco, Gianni Tatilli e Augusto Cavuti, rappresentati dagli avvocati Sergio Della Rocca e Vincenzo Baldassarri, del decreto della Regione che disponeva le elezioni consortili. La sezione staccata di Pescara del tribunale amministrativo regionale ha ritenuto sussistere il “periculum in mora”, vale a dire la possibilità di arrecare un danno grave e irreparabile ai ricorrenti, dallo svolgimento delle elezioni che era stato fissato il prossimo 2 aprile. Per una strana coincidenza il Comune di Chieti, lo stesso giorno in cui è stata pubblicata l’ordinanza del Tar, ha inserito sul sito internet dell’ente la relazione del commissario straordinario del consorzio, Claudio Ruffini, quale atto che precede le elezioni. Sul sito c’è anche un avviso per chi fosse interessato a ricoprire l’incarico di presidente o scrutatore del seggio elettorale. Non è un caso, comunque, se il primo firmatario del ricorso è proprio Mauro Pietrucci, medico ed ex sindaco di Ripa Teatina. Dopo l’inchiesta della Dda dell’Aquila (che ha portato, come si ricorderà, agli arresti domiciliari Roberto Roberti, presidente del Consorzio, Tommaso Valerio, responsabile tecnico dell’impianto, Andrea De Luca, capo settore dell’impianto, e Stefano Storto, amministratore di un laboratorio di analisi esterno), Pietrucci era stato nominato presidente dell’organismo, in totale disaccordo con la decisione del presidente Regione, Luciano D’Alfonso. Nella stessa mattinata, infatti, il governatore aveva deciso la nomina del commissario Ruffini a seguito dell’inchiesta sul depuratore di Chieti, in particolare per un presunto sversamento di arsenico nel fiume Pescara, che ha travolto il Consorzio di Bonifica Centro lo scorso autunno. Nel pomeriggio, però, il Consiglio dei delegati dopo aver dichiarato illegittimo l’atto di D’Alfonso, aveva eletto Petrucci. Un braccio di ferro, dunque, che si trascina da mesi, con Ruffini ben determinato a fissare le elezioni per il rinnovo degli organismi. L’incarico di Ruffini dura 90 giorni, ma il Tar ha fissato al decisione nel merito del ricorso il 17 luglio di quest’anno. Che ne sarà del Consorzio nel frattempo? L’ipotesi più probabile è che, nelle more della decisione del ricorso, e delle nuove elezioni, prosegua la gestione commissariale dell’ente. (a.bag.)
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