Consorzio di bonifica Centro: vanno al voto in oltre 26mila

27 Settembre 2023

Dopo sei anni di commissariamento, l’appuntamento è stato fissato al prossimo 26 novembre L’ente abbraccia il territorio di 36 Comuni: 17 fanno parte della provincia di Chieti, 19 di Pescara

CHIETI. Dopo sei anni di commissariamento, il Consorzio di bonifica Centro torna al voto. Le elezioni sono state indette per il prossimo 26 novembre.
Commissariato dal 2017, il Consorzio stava tentando da tempo di chiudere la gestione dell’emergenza, ma le elezioni sono state più volte rinviate. Gli aventi diritto al voto sono complessivamente 26.632. Tra di loro ci sono 17.944 agricoltori (i cosiddetti “votanti agricoli”) e 12.768 utenti che utilizzano l’acqua del consorzio di bonifica per scopi non agricoli (i cosiddetti “votanti extra-agricoli”).
Il Consorzio di bonifica Centro ha sede a Chieti Scalo e abbraccia il territorio di 36 comuni: 17 fanno parte della provincia di Chieti e 19 di quella di Pescara, compresi i due comuni capoluoghi. Per arrivare al voto, l’ente consortile, diretto da Stefano Tenaglia, ha pubblicato un avviso per l’individuazione dei contributi per la suddivisione dell’assemblea in tre sezioni, con l’assegnazione del numero dei delegati. Il passaggio è propedeutico alla nomina del nuovo consiglio d’amministrazione.
I consiglieri d’amministrazione da eleggere sono otto, a questi se ne aggiungeranno altri di nomina regionale: tra loro verrà poi scelto il nuovo presidente del consiglio d’amministrazione. Gli otto consiglieri sono così ripartiti: uno tocca alla “sezione extra-agricoli e agricoli” individuata per la fascia di contribuenza con importo inferiore a 154,69 euro (l’importo del tributo della sezione ammonta a 637.871,05 euro); quattro consiglieri toccano alla “sezione agricola” della fascia di contribuenza con importo compreso tra i 154,69 e i 566,78 euro (importo tributo della sezione 811.480,48 euro); e tre alla “sezione agricola” con importo pari o maggiore a 566,78 euro (importo tributo della sezione 1.326.431,89 euro).
La suddivisione in categorie è dovuta al fatto che i consorziati pagano i canoni consortili a seconda del tipo di servizio ricevuto, che non è uguale per tutti. Perciò si è provveduto a suddividere i consorziati con diritto di voto in diverse fasce che hanno diversi pesi all’interno del consiglio d’amministrazione. Proprio il canone consortile è stato al centro di una dura battaglia da parte dei consorziati che ritengono troppo alte le tariffe. In città è sorto un comitato, che abbraccia anche residenti degli altri centri serviti dal Consorzio, che ha chiesto di stoppare gli aumenti, migliorare il servizio e tornare al voto per rinnovare gli organi consortili.
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